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<title>Gli articoli di IMID Association: aggiornamento del 29/07/2010</title>
<link>http://www.imidassociation.org/</link>
<description>I nuovi articoli inseriti sul sito di IMID Association</description>
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<title>logo IMID</title>
<url>/web/htdocs/www.imidassociation.org/home/pics/logo-imid.png</url>
<link>http://www.imidassociation.org/</link>
<description>Logo IMID</description>
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<title>Workshop a Campi Salentina</title>
<link>http://www.imidassociation.org//articolo.php?id=61</link>
<description><![CDATA[<pre><p>Mercoled&igrave; 28 aprile, alle ore 11, il Centro IMID di Campi Salentina, diretto dal prof. Mauro Minelli, d&rsquo;intesa con l&rsquo;Universit&agrave; del Salento ed in collaborazione interdisciplinare avanzata con ricercatori botanici, genetisti, geochimici e clinici del CNR e dell&rsquo;Universit&agrave; di Palermo, promuove presso l&rsquo;IMID Unit, all&rsquo;interno dell&rsquo;Ospedale &ldquo;San Pio da Pietrelcina&rdquo;, un workshop finalizzato ad intraprendere misure operative del tutto innovative nell&rsquo;ambito del contrasto alle malattie immunomediate connesse all&rsquo;azione critica dei metalli.  L&rsquo;idea, gi&agrave; peraltro attuata dai ricercatori palermitani, che hanno di recente costituito uno spin-off dedicato, &egrave; quella di coltivare ortaggi, legumi e vegetali in terreni biologicamente impoveriti di nichel. La quantit&agrave; di metallo assorbita dai vegetali risulterebbe, cos&igrave;, decisamente ridotta e, dunque, tale da non risultare pi&ugrave; nociva ai soggetti sensibili.  Si tratta, in tutto e per tutto, di un procedimento che pu&ograve; davvero garantire una svolta per tutti i pazienti che soffrono di allergia al nichel, uno degli elementi pi&ugrave; diffusi in natura. Lo troviamo, infatti, nell&rsquo;acqua e nel terreno, dove si libera in presenza di un substrato acido, mentre nell&rsquo;aria &egrave; emesso da impianti industriali, energetici o da inceneritori. In ambiente urbano, esso proviene prevalentemente dagli impianti di riscaldamento e dal traffico automobilistico.  Proprio in ragione della sua estrema diffusione nell&rsquo;ambiente, il nichel &egrave; contenuto in moltissimi alimenti, quali cioccolata, frutta in guscio, alimenti in scatola, bevande in barattolo, ma anche patate, pomodori, legumi, carciofi ed ortaggi di vario genere, spinaci, liquirizia, ecc. Di conseguenza &egrave; piuttosto difficile poter impostare e far seguire ai pazienti sensibili un regime dietetico davvero povero di questo metallo. Da tutto questo, si pu&ograve; facilmente dedurre la portata importantissima di questo nuovo metodo in via di sperimentazione.  In Puglia e nel Salento, considerando i dati scaturiti da una preliminare valutazione epidemiologica l&rsquo;incidenza delle malattie nelle quali sia possibile identificare una accertata sensibilizzazione allergica a metalli risulta statisticamente pi&ugrave; significativa nell&rsquo;area a Nord del capoluogo e lungo il versante ionico, verosimilmente in ragione di peculiari caratteristiche meteo-climatiche, ma forse, soprattutto, di una pi&ugrave; diretta esposizione all&rsquo;azione di fonti emissive pi&ugrave; critiche. Gli alimenti che in quei substrati si sviluppano potrebbero, dunque, risultare pi&ugrave; carichi di metallo rispetto a quelli coltivati e prodotti in terreni pi&ugrave; salubri, perch&eacute; meno esposti all&rsquo;azione diretta di fonti inquinanti.</p></pre>]]></description>
<author>Redazione IMID</author>
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<title>IMID IN CONCERTO</title>
<link>http://www.imidassociation.org//articolo.php?id=55</link>
<description><![CDATA[<pre><p>RINVIATO A NUOVA DATA</p></pre>]]></description>
<author>Redazione IMID</author>
</item>
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<title>MEDICINA DEMOCRATICA</title>
<link>http://www.imidassociation.org//articolo.php?id=54</link>
<description><![CDATA[<pre><p>di Maurizio Portaluri<br />L&rsquo;abbondante cronaca giudiziaria di questi mesi estivi vede la Puglia teatro di numerose vicende di corruzione politica e gestionale interessanti il vasto campo della sanit&agrave; e dei rifiuti. Nei confronti delle indiscrezioni emerse, attraverso la pubblicazione di stralci di intercettazioni e delle relative ricostruzioni di intrecci politico affaristici, si sono levate veementi le difese degli interessati o di chi, a diverso titolo, si &egrave; sentito o &egrave; stato mediaticamente e politicamente&nbsp; coinvolto nonch&eacute; le difese o gli attacchi dei commentatori.<br />Dal dibattito sviluppatosi intorno alle tristi vicende di cui le indagini si sono interessate non &egrave; sinora emersa una difesa altrettanto energica dell&rsquo;interesse maggiormente colpito dai fatti descritti dagli organi di informazione e cio&egrave; quello dei cittadini ed in particolare quello dei cittadini ammalati. Si sa, quelli degli ammalati sono, al di l&agrave; della retorica dei paladini di turno, interessi molto deboli a confronto di quelli delle professioni sanitarie, dell&rsquo;industria biomedica e della classe politica. L&rsquo;ordine di elencazione non &egrave; casuale ma corrisponde a quella che riteniamo la rispettiva capacit&agrave; di condizionamento da parte dei tre poteri sul servizio sanitario pubblico, almeno su quel che rimane di veramente pubblico di questo patrimonio comune. Ma proprio tale debolezza ci preoccupa giacch&eacute; ci pare anche esaurita la stagione dei movimenti di tutela dei diritti del malato, i quali, assorbiti come sono stati in ben strutturati e legiferati organismi istituzionali, hanno ridotto il loro ruolo di critica ad aspetti logistico-organizzativi che per nulla intaccano il nucleo storico del problema della tutela della salute, il quale &egrave; un nucleo tutto esprimibile in rapporti di potere tra gli attori del sistema sanitario e che,&nbsp; per semplicit&agrave; e per chiarezza, possiamo indicare anche nel rapporto tra la medicina ed il potere.<br />Per non rimanere nel pur sempre necessario carattere generico delle analisi, cercheremo di entrare nel merito facendo riferimento a fatti concreti come le &ldquo;protesi fetenti&rdquo; che abbiamo appreso essere state impiantate in inconsapevoli pazienti chiss&agrave; per quanto tempo ed in quale quantit&agrave;. Fenomeno portato a conoscenza dell&rsquo;opinione pubblica pugliese in queste settimane ma scoperto anche in Lombardia lo scorso anno in una struttura privata, peraltro appartenente ad un gruppo sanitario religioso che si appresta ad operare anche in Terra d&rsquo;Otranto. A dimostrazione che la difesa del malato da suprusi e raggiri non &egrave; solo questione di gestione pubblica o privata n&eacute; crediamo che sia una questione imputabile solo a comportamenti criminali&nbsp; di singoli. Se la medicina risponde ai comandi dell&rsquo;industria e la politica non sa piegarla agli interessi della gente che dovrebbe rappresentare, per l&rsquo;ammalato non c&rsquo;&egrave; scampo, subir&agrave; interventi sanitari dettati da interessi a lui estranei. N&eacute; risulteranno risolutivi provvedimenti di contenimento di spesa quali soli sono stati sinora proposti dagli addetti ai lavori.<br />Lo stesso ragionamento vale per la prevenzione, quella vera, quella cio&egrave; che previene le malattie. Se la medicina sar&agrave; sospinta dai finanziamenti industriali solo a curare ed il potere politico non finanzier&agrave; la ricerca per prevenire, avremo sempre pi&ugrave; ammalati e sempre pi&ugrave; cure, non importa se di incerta efficacia. <br />Si pensi inoltre all&rsquo;esplosione del ricorso alla diagnostica radiologica con radiazioni ionizzanti pur in presenza di una altrettanto efficace diagnostica non ionizzante e, quindi, non cancerogena. Il cittadino avrebbe diritto ad una migliore informazione. Invece anche ai sani si propongono pacchetti diagnostici di dubbia utilit&agrave; e di probabile nocivit&agrave; nell&rsquo;indifferenza o nell&rsquo;ignoranza delle autorit&agrave; sanitarie.<br />E allora chi aiuter&agrave; il povero ammalato? Esiste una qualche possibilit&agrave; che la scienza medica si metta ad esclusivo servizio dei suoi interessi&nbsp; come quello di non ammalarsi per cause esogene rimuovibili e di ricevere solo le cure assolutamente necessarie ed efficaci? Risulta evidente il conflitto tra l&rsquo;interesse del cittadino e della collettivit&agrave; e quello della medicina, nella sua prevalente e storica rappresentazione. N&eacute; si pu&ograve; ritenere che i rapporti di forza potranno essere capovolti all&rsquo;interno di un incontro individuale che persino&nbsp; gli arredi di ambulatori e reparti significano nella sua cruda dimensione: il malato disteso, il medico in piedi. Dovrebbe essere la politica a piegare la medicina al servizio della collettivit&agrave; ma di questo non vediamo traccia n&egrave; nei discorsi n&egrave; nei comportamenti attuali.<br />Dovranno, in definitiva, i cittadini stessi assumere questo irrisolto problema politico e difendersi dalla medicina e non banalmente dalla &ldquo;malamedicina&rdquo;, scorciatoia mediatica quest&rsquo;ultima per nascondere i sopraccennati conflitti di interesse. I rapporti di forza attuali nella societ&agrave; non fanno sperare in una riemersione degli interessi dei cittadini pi&ugrave; indifesi nei confronti della medicina. &Egrave; possibile tuttavia che questo problema trovi in un prossimo futuro la sua sede naturale nei movimenti spontanei che, pur senza i riflettori dell&rsquo;informazione, stanno seriamente operando al Sud, come anche in Puglia, sui temi delle discariche, della invasione eolico-solare, delle centrali a biomasse, del carbone e degli inquinanti ambientali, a condizione che ne comprendano la strettissima affinit&agrave; con le loro lotte.</p></pre>]]></description>
<author>Redazione IMID</author>
</item>
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<title>IMID Medical Journal</title>
<link>http://www.imidassociation.org//articolo.php?id=52</link>
<description><![CDATA[<pre></pre>]]></description>
<author>Redazione IMID</author>
</item>
<item>
<title>Emissione Colposa  Salute Pubblica</title>
<link>http://www.imidassociation.org//articolo.php?id=51</link>
<description><![CDATA[<pre><p>OGGETTO: Convegno &ldquo;Emissione colposa Salute pubblica&rdquo; - sabato 14 marzo 09<br />Aula Bunker &ndash; Corte d'Appello di Taranto &ndash; Rione Paolo VI<br /><br />Tornano in campo le associazioni pugliesi per la tutela della salute pubblica e dell&rsquo;ambiente. Sull&rsquo;onda della grande indignazione suscitata dalla possibilit&agrave; che i danni inflitti alla collettivit&agrave; ed al territorio dai grandi gruppi industriali e nell&rsquo;ipotesi paventata che i costi, malgrado i favolosi utili realizzati negli ultimi anni dagli stessi gruppi, ricadano come sempre unicamente sulle spalle dei cittadini, le associazioni iniziano a svelare i primi particolari del lavoro compiuto negli ultimi mesi e volto ad inaugurare una giusta ed inderogabile campagna di risarcimenti.<br />Allo scopo, le associazioni sono riuscite a chiamare a raccolta una forza costituita da decine di avvocati, magistrati, ingegneri, biologi, tecnici del territorio, esperti ambientali e soprattutto dai pi&ugrave; noti nomi della medicina pugliese impegnati nella denuncia degli attentati alla salute pubblica e tra i pochi in grado di dimostrare il collegamento diretto tra la dispersione degli agenti inquinanti e l&rsquo;incremento delle malattie sul territorio. Una task-force costituita in vista di un obiettivo storico e affidata a noti professionisti qualificati provenienti dalle provincie di Taranto, Brindisi, Lecce e Bari tutti presenti al convegno che si terr&agrave; il giorno 14 marzo p.v. alle ore 16.00 presso l&rsquo;Aula Bunker della Corte di Appello di Taranto (rione Paolo VI). Dopo il primo storico risultato ottenuto imponendo alla classe politica l&rsquo;impianto della legge regionale per l&rsquo;abbattimento delle emissioni di diossine, le citt&agrave; aggredite dall'inquinamento preparano ora una nuova e determinante campagna di lotta per l&rsquo;accertamento delle effettive responsabilit&agrave; e del ruolo degli innunmerevoli inquinanti nella determinazione dei danni alle persone ed all&rsquo;ambiente.<br />Il comitato civico ha inoltre individuato ed illustrer&agrave; le criticit&agrave; dell&rsquo;attuale sistema legislativo che fino ad ora non ha consentito di determinare appieno le responsabilit&agrave; e gli indennizzi. <br />Inoltre si vuole indicare, in tal senso, il proficuo ricorso alle attuali normative di tutela.<br />Nel corso del convegno saranno svelati i meccanismi secondo i quali pi&ugrave; emissioni &ldquo;a norma&rdquo; di inquinanti possano ugualmente produrre danni consistenti alla popolazione sfruttando un effetto cumulativo e sinergico non previsto dall&rsquo;attuale sistema normativo.<br />Saranno inoltre evidenziate le gravi inadempienze di alcuni enti pubblici che in passato non hanno consentito di produrre quegli atti indispensabili all'accertamento delle responsabilit&agrave; a cui i cittadini avrebbero potuto fare riferimento per salvaguardare i propri diritti, la propria salute ed ottenere cos&igrave;&nbsp; i giusti risarcimenti.<br />Questo storico convegno rappresenta un primo appuntamento di carattere tecnico che prelude ad un successivo dibattito pubblico per la mobilitazione generale che metter&agrave; la cittadinanza nelle condizioni di sfruttare appieno le prove e le perizie gi&agrave; prodotte, al fine di conseguire gli indennizzi semplificando e rimuovendo ogni ostacolo dell&rsquo;iter giudiziario ed ogni resistenza politica ed amministrativa.<br /><br /><br />Interverranno al Convegno:<br />dott. Giuseppe Lanzo, Presidente preposto della sede distaccata della Corte d'Appello<br />avv. Marina Venezia, Dirigente nazionale Cittadinanzattiva<br />dott.ssa Anna Maria Quaranta, Dirigente Corte d'Appello di Taranto<br />dott. Antonio Fernando D'Angelo, Medico igienista Presidente Medicina Democratica<br />ing. Riccardo Rossi - Ricercatore ENEA - Medicina Democratica sezione di Brindisi<br />avv. Angelo Esposito - Presidente Ordine degli Avvocati della Provincia di Taranto<br />dott. Patrizio Mazza - Direttore Servizio di Ematologia Ospedale Moscati Taranto<br />dott. Mauro Minelli, Direttore Centro IMID di Immunologia Clinica - Ospedale Campi Salentina Lecce<br />dott. Maurizio Portaluri - Direttore Servizio di Radioterapia Oncologica Ospedale Perrino Brindisi<br />prof. Giorgio Assennato - Direttore Generale ARPA Puglia<br /><br />Moderer&agrave; il dott. Ermanno Iacobellis, Presidente sezione Corte d'Assise di Appello di Taranto<br /><br /><br /><br />La conferenza stampa di presentazione &egrave; fissata per mercoled&igrave; 11 marzo 2009 presso la sede dell&rsquo;AIL (Associazione Italiana Leucemie) sezione di Taranto, in via De Cesare 3, verr&agrave; presentato il Convegno .<br /><br />Alla conferenza stampa prenderanno parte i rappresentanti di<br />Comitato Per Taranto &ndash;Michele Carone, Alessandro Marescotti<br />Ail Taranto - Paola D'Andria<br />IMID Malati Infiammatori Cronici &ndash; Esther Paola Tattoli, Saverio De Florio<br />Cittadinanzattiva &ndash; Marina Venezia<br />Associazione 12 Giugno &ndash; Cosimo Semeraro, Mariangela Stasi</p></pre>]]></description>
<author>Redazione IMID</author>
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<title>LA SPERANZA E' L'ULTIMA A MORIRE</title>
<link>http://www.imidassociation.org//articolo.php?id=50</link>
<description><![CDATA[<pre><p><em>La denuncia dei Pazienti Immunopatici Italiani per la violazione del proprio <strong>diritto alla libera scelta </strong>ed il mancato rispetto del <strong>diritto all'informazione</strong> parte questa volta dalla Basilicata.<strong><br /></strong>Esprimiamo tutta la nostra solidariet&agrave; ed offriamo tutto il nostro sostegno , morale ed operativo, al <strong>Coordinatore Regionale IMID Association - Basilicata, Dott.ssa Piera De Marca.</strong></em></p>
<p>Stimatissimi,<br />&egrave; sconfortante vedere quanto ancora lontano questo nostro martoriato Paese sia dalla civilt&agrave; e dalla realizzazione di quella democrazia basata sul rispetto del diritto e della libert&agrave; personale.<br />Parole dure, ma dettate da un profondo sentimento di sdegno e dalla piena consapevolezza che i Pazienti Immunopatici non potranno, ancora per molto tempo, considerare chiusa la propria vertenza per il riconoscimento della propria invalidante condizione di ammalati cronici.<br />E&rsquo; triste scoprire che dopo tanto costruire ed informare e mediare e cooperare e prestare la propria opera in favore delle Istituzioni, esse voltino le spalle ai cittadini ammalati, spazzando via una realt&agrave; costruita in anni di dedizione e di attesa.<br />E&rsquo; avvilente dover prendere atto della mancanza assoluta di concertazione, della assenza di dialogo e della poca, se non nulla, sensibilit&agrave; che la Politica dimostra di avere rispetto a condizioni di disagio, sofferenza e malattia da cui tanti cittadini sono affetti.<br />E&rsquo; straziante dover assistere alla violazione incontrastata dei pi&ugrave; basilari diritti degli ammalati, sanciti dalla Carta Europea dei diritti del Malato, quali il Diritto alla libera scelta (art. 5), il Diritto al consenso (art. 4), il Diritto alla privacy e alla confidenzialit&agrave; (art. 6), il Diritto all&rsquo;innovazione (art. 10), il Diritto al trattamento personalizzato (art. 12), il Diritto al reclamo (art. 13) e non ultimo il Diritto all&rsquo;informazione (art. 3).<br />E&rsquo; mortificante realizzare che, ancora una volta, le logiche poste in campo dai decisori pubblici non siano quelle rivolte alla tutela del cittadino ammalato, bens&igrave; quelle di un sistema incancrenito ed arroccato su stantie logiche corporative e di potere o, nella migliore delle ipotesi, di mera applicazione di esercizi di economia aziendale alla gestione della salute pubblica.<br />E' vergognoso dover assistere alla disperazione di coloro che hanno atteso una visita per mesi e si vedono negata la possibilit&agrave; di accedere alle prestazioni del professionista ritenuto idoneo secondo una libera scelta e assecondando una speranza di miglioramento e guarigione che ritenevano di voler coltivare .<br />E&rsquo; penoso dover comunicare, a coloro che contavano i minuti che li separavano dal possibile ritorno ad una vita di benessere e normalit&agrave;, che quel benessere e quella normalit&agrave; dovranno ancora attendere un tempo indeterminato.<br />Tutto questo accade sotto i nostri occhi attoniti ed accade in Basilicata, dove l'avvicendamento ai vertici ASL ci strappa alla politica del dialogo e della concertazione, posti in campo con spirito di servizio e nel solo interesse degli utenti dall&rsquo; ex Direttore della ASL Mt 5, Dr. Pietro Quinto, e ci costringe, ancora una volta, a scendere in campo a tutela del nostro diritto di scegliere le terapie ed i professionisti ritenuti pi&ugrave; competenti e preparati nel trattamento delle patologie infiammatorie croniche immunomediate (IMID).<br />I Pazienti Lucani si vedono, ex abrupto, annullata una convenzione che ormai da due anni li portava ad usufruire di un servizio fornito, in regime di ambulatorio di Immunologia, di una prestazione professionale altamente specializzata e sicuramente inesistente sul territorio regionale.<br />Quel che &egrave; ancora pi&ugrave; grave &egrave; che la Direzione Generale della neonata ASL Matera (neonata in virt&ugrave; del suo recentissimo accorpamento in un&rsquo;unica Azienda, posta sotto la direzione del Dr. Vito Gaudiano), ha pensato bene di non informare i pazienti dell&rsquo;annullamento dei loro tanto attesi appuntamenti e di designare un sostituto, ritenendo forse che i cittadini avrebbero supinamente subito un tale gravissimo sopruso; ritenendo che l&rsquo;esercizio della professione medica possa essere considerata alla stregua di una qualunque prestazione professionale, che non abbia a che fare con la vita delle persone.<br />Decine sono state le telefonate, i fax, le e-mail di Pazienti infuriati giunte ai riferimenti della IMID Association (Associazione Nazionale Pazienti Infiammatori cronici ed Immunopatici), che denunciavano le gravissime inadempienze e violazioni succitate e che si dichiaravano intenzionati ad agire in difesa del proprio diritto di determinare l&rsquo;iter diagnostico e terapeutico, nonch&eacute; di scegliere il professionista da essi stessi ritenuto idoneo al raggiungimento della guarigione, o per lo meno di un sensibile miglioramento clinico.<br />I Pazienti Immunopatici non ammetteranno, come gi&agrave; avvenuto in Puglia e in altre realt&agrave; nazionali, che sia la Politica a designare il professionista pi&ugrave; meritevole e le procedure diagnostiche e terapeutiche pi&ugrave; adeguate, almeno non prima che siano stati interpellati e che sia stato aperto un tavolo di concertazione in merito e che li veda protagonisti delle scelte che li riguardano.<br />I Pazienti Immunopatici non riconosceranno alcun professionista che gli venga imposto, in violazione del proprio diritto di essere informati di qualunque cambiamento e di qualsivoglia trasferimento dei propri dati clinici ad altro professionista non designato personalmente.<br />I Pazienti Immunopatici non interromperanno la propria protesta fino a quando la Direzione della ASL Matera ed i vertici regionali non ripristineranno quel servizio, cos&igrave; brutalmente negato, ottemperando all&rsquo;impegno di cura assunto con gli ammalati gi&agrave; prenotati da mesi presso l&rsquo;ambulatorio di Immunologia, operante da ormai due anni presso la struttura ospedaliera di Policoro.<br />I Pazienti Immunopatici intensificheranno in Lucania la propria attivit&agrave; di informazione e formazione dei cittadini sulla natura delle patologie infiammatorie croniche immunomediate e da impatto ambientale, in modo da consentire ad un numero sempre crescente di persone di conoscere quali siano le reali inadempienze del nostro SSN.<br />I Pazienti Immunopatici, come &egrave; loro abitudine ormai da anni, scenderanno in piazza per manifestare il proprio dissenso, portando la testimonianza ed il sostegno anche di tutte le altre sedi regionali italiane, se ci&ograve; fosse necessario al fine di tutelare il diritto negato ad una terapia appropriata ed efficace al trattamento delle IMID in Lucania.<br />Auspichiamo che, in virt&ugrave; di un ormai consolidato rapporto con le Istituzioni Lucane, questa incresciosa situazione possa presto risolversi, senza dover costringere cittadini stanchi ed ammalati a difendere il proprio diritto all&rsquo;accesso a percorsi di diagnosi e cura efficaci ed appropriati.<br /><br />Add&igrave;, 30 gennaio 2009<br /><br />IMID Association<br />Il Presidente Nazionale<br />Esther Paola Tattoli</p></pre>]]></description>
<author>Redazione IMID</author>
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<title>"L'esposizione a fattori di rischio produce effetti tossici acuti e cronici"</title>
<link>http://www.imidassociation.org//articolo.php?id=49</link>
<description><![CDATA[<pre><p>Prepariamoci insomma ad un'altra bella annata di attacchi asmatici e pruriti, nel migliore dei casi. Perch&egrave; l'aria che respiriamo &egrave; inquinata, non da ora, a dispetto di quanti teorizzano un Salento arcadico che non esiste pi&ugrave; gi&agrave; da un bel po'. L'Ilva, Cerano, chi pi&ugrave; ne ha pi&ugrave; ne metta, ma anche e soprattutto l'amletismo di Palazzo Carafa in materia di traffico e viabilit&agrave;. E non perch&egrave; l'assessore al ramo Giuseppe Ripa viva in periferia, in un'oasi di pax automobilistica totalmente riparata dai miasmi con cui &egrave; costretto a fare i conti di questi tempi (e non solo di questi) chi vive in citt&agrave;:colpa della crisi, che impone - gli economisti altro non dicono - acquirenti che entrano nei negozi direttamente con la macchina, insomma un bel drive-in generale. Agli abitanti delle zone "calde" dello shopping e della movida, insomma, non resta che pregare: pregare che la crisi economica non diventi respiratoria.<br /><strong>Visti i noti effetti del benzene sulle vie respiratorie, dottor Mauro Minelli. E non solo quelle, dicono le statistiche.</strong><br />&lt;&lt;Be', il benzene ha intanto due tipi di effetti. Ci sono quelli tossici acuti, provocati da esposizione a breve a livelli elevati di benzene, e quelli cronici, associati a periodi di esposizione a dosi pi&ugrave; basse di inquinamento, ma di maggiore durata. Tipo il traffico, appunto&gt;&gt;.<br /><strong>I sintomi?</strong><br />&lt;&lt;Gli organi-bersaglio di questo tipo di esposizione &egrave; il sistema nervoso centrale, dunque cefalea, nausea, vertigini. Sono per&ograve; noti anche gli effetti cancerogeni sul sistema emopoietico, ovvero sul sangue. Non a caso la Iarc classifica il benzene come sostanza cancerogena di classe prima, in grado di produrre varie forme di leucemia&gt;&gt;.<br /><strong>Ammettiamo allora che io accusi cefalea, nausea e vertigini: posso capire, facendo analisi, se &egrave; colpa del benzene?</strong><br />&lt;&lt;Purtroppo no, ci sono solo sintomi che aumentano di intensit&agrave; e frequenza. Anche perch&egrave; il benzene riguarda anche il fumo da tabacco: in casa di fumatori la concentrazione aumenta del 35-35 per cento&gt;&gt;.<br /><strong>Ecco un bell'alibi nuovo: il benzene per strada dipender&agrave; dal fatto che tutta la citt&agrave; si &egrave; messa a fumare. Di qui anche l'aumento di allergie e dintorni.</strong><br />&lt;&lt;Be', le malattie allergiche sono in costante aumento nei Paesi occidentali, insieme a problemi respiratori e tumori, e questo deriva inconfutabilmente dalla crescente urbanizzazione. Perch&egrave;, nonostante l'essenzialit&agrave; dell'aspetto genetico, l'aumento che si &egrave; verificato nelle ultime decadi non pu&ograve; essere imputabile solo a fattori costituzionali, perlomeno non in tempi cos&igrave; brevi. Rimane quindi plausibile che a questa diffusione concorrano i cambiamenti ambientali, gli stili di vita occidentali, l'inquinamento atmosferico: si sa che ad esempio i pollini, in citt&agrave;, si fanno veicolare dai gas di scarico e sono dunque assai pi&ugrave; fastidiosi, paradossalmente, che in campagna&gt;&gt;.<br /><strong>Tutta colpa del benzene, insomma.</strong><br />&lt;&lt;Del benzene, ma anche di altri inquinanti: il particolato respirabile degli scarichi dei motori diesel, che entrano nei bronchioli pi&ugrave; piccoli dell'albero respiratorio, l'ossido di carbonio, che si combina con l'emoglobina nei polmoni e compromette il trasporto dell'ossigeno, e il biossido di azoto, che prodotto dalla combustione dei combustibili fossili e responsabile, soprattutto nei ragazzi, di tosse, bronchiti e congiuntiviti. Infine l'anidride solforosa, prodotta dai combustibili fossili e causa di broncospasmi quando &egrave; concentrata, tipo nelle vicinanze di siti industriali&gt;&gt;.<br /><strong>Tipo Cerano.</strong><br />&lt;&lt;Che infatti va a carbone&gt;&gt;.<br /><strong>Concludendo, dottor Minelli: l'aria che respiriamo &egrave; avvelenata per colpa di Cerano o del traffico?</strong><br />&lt;&lt;Di entrambi. Ma in prima battuta dei gas di scarico delle auto&gt;&gt;.</p></pre>]]></description>
<author>Redazione IMID</author>
</item>
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<title><<L'esposizione a fattori di rischio produce effetti tossici acuti e cronici>></title>
<link>http://www.imidassociation.org//articolo.php?id=48</link>
<description><![CDATA[<pre></pre>]]></description>
<author>Redazione IMID</author>
</item>
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<title>Quei metalli che inquinano la Puglia</title>
<link>http://www.imidassociation.org//articolo.php?id=47</link>
<description><![CDATA[<pre><p>I vertici regionali pugliesi hanno decretato, con la legge varata il 12 novembre 2008, che le emissioni in atmosfera di diossina e benzofurani a Taranto dovranno, entro due anni, scendere a 0,4 nanogrammi per metro cubo. Non che la volont&agrave; della giunta Vendola ed i propositi di bonifica dell&rsquo;area inquinata per decenni dal gigante siderurgico (l&rsquo;ILVA rappresenta il pi&ugrave; grosso impianto siderurgico d&rsquo;Europa) non siano condivisibili; tuttavia ancora una volta la politica analizza il problema a macchia di leopardo e non considera l&rsquo;ambiente nella sua complessit&agrave; ed integrit&agrave;.</p>
<p>Non esistono infatti solo le emissioni aerodiffuse e, soprattutto, i fattori inquinanti che abbiano una ricaduta drammatica sulla salute pubblica non possono essere individuati solo nella diossina o nei benzofurani. Studi recenti, ma ormai assolutamente supportati da fondate e circostanziate evidenze scientifiche, stabiliscono quanto importante sia l&rsquo;incidenza delle patologie da ricaduta dell&rsquo;inquinamento ambientale legate a contaminazioni da metalli quali il mercurio, il nichel, il cromo, il cobalto. Alla domanda &ldquo;&hellip;Qualcuno ha mai calcolato quanto costa curare le vittime della diossina killer?&rdquo;, espressa sul Quotidiano di Puglia del 12 novembre scorso (l'articolo era &ldquo;Guerra alla diossina, la Puglia d&agrave; le regole&rdquo;), la risposta doverosa dovrebbe essere fornita ponendo un&rsquo;altra domanda: &ldquo;Quanto incidono anche sul bilancio regionale, oltre che sulla qualit&agrave; della vita e sulla salute dei cittadini pugliesi, le patologie infiammatorie croniche causate da fattori inquinanti ancora tristemente ignorati da coloro che si occupano di tutela ambientale, e che si originano dalla contaminazione dell&rsquo;habitat in cui viviamo, dalla corruzione degli equilibri del nostro ciclo alimentare?&rdquo;.</p>
<p>Nella comunit&agrave; internazionale ormai da diversi anni sono stati delineati protocolli di intervento tesi ad arginare il dilagante avanzare delle patologie a carattere infiammatorio cronico immuno-mediato, le cosiddette IMID, per le quali ora si propone l&rsquo;istituzione di un registro nazionale con diramazioni regionali, atto a monitorarne lo sviluppo e l&rsquo;incidenza tanto a livello clinico quanto economico.</p>
<p>Le eventuali bonifiche del bacino dell&rsquo;ILVA, che come tutti sappiamo abbraccia ben oltre la sola provincia di Taranto, non possono esclusivamente tenere conto quindi delle emissioni in atmosfera della sola diossina, senza cio&egrave; sommarvi i danni provenienti dall&rsquo;intero complesso industriale che grava sull&rsquo;area Jonico-Salentina, fino ad arrivare a Brindisi. Ecco allora che al &ldquo;registro tumori&rdquo; dovr&agrave; accompagnarsi il "registro delle Patologie Infiammatorie croniche Immunomediate&rdquo;, che dar&agrave; il polso della drammatica ricaduta che gli inquinanti industriali hanno sulla salute pubblica.<br />Non &egrave; solo ai bambini di Taranto che deve essere promessa e garantita una nuova primavera, bens&igrave; a quelli dell&rsquo;intera Regione, visto che la circolazione dell&rsquo;aria, le correnti marine, il commercio degli alimenti che non rispettano la regola dei compartimenti stagni, e che un&rsquo;area inquinata non danneggia solo la provincia direttamente interessata, ma l&rsquo;intera comunit&agrave;.</p>
<p>Non &egrave; dunque solo Taranto ad essere travolta dal problema ma il Salento tutto, il Brindisino, l&rsquo;area Jonica fino a raggiungere la Basilicata.</p>
<p>Una contaminazione ambientale diffusa tanto in aria, quanto in acqua, che investe l&rsquo;intero ciclo alimentare e compromette la salute della popolazione inerme. L&rsquo;augurio, insomma, &egrave; che finalmente si smetta di considerare il problema ambiente in un&rsquo;ottica parziale e territoriale, come un mero computo di emissioni di questo o quell&rsquo;inquinante e che le bonifiche non diventino il risultato tristemente atteso di interventi scoordinati e palliativi. L&rsquo;augurio &egrave; che si passi ad una analisi pi&ugrave; articolata che tenga conto anche delle nuove patologie emergenti, legate alla scoperta dei nuovi fattori contaminanti fino ad ora troppo spesso misconosciuti o sottovalutati.</p></pre>]]></description>
<author>Redazione IMID</author>
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<title>Tutela del cittadino o atto scandalistico? Osservatorio o Santa Inquisizione?</title>
<link>http://www.imidassociation.org//articolo.php?id=46</link>
<description><![CDATA[<pre><p>Stimatissimi,<br />duole dover ancora una volta constatare che a fare le spese di politiche scandalistiche e di blitz inopinati, siano ancora una volta gli ammalati, costretti ad assistere impotenti alla sospensione di un servizio svolto dall&rsquo;Associazione nel perseguimento di quegli obiettivi che, sanciti dall&rsquo;Art. 2 dello Statuto &ldquo;Scopo sociale e durata&rdquo;, proprio in quanto tali, ne regolamentano l&rsquo;attivit&agrave;.<br />A seguito, infatti, dell&rsquo;arrivo degli ispettori dell&rsquo;Osservatorio Sanitario del Comune di Lecce e del Tribunale per i Diritti del Malato, accompagnati da un Assessore del Comune di Campi Salentina, quale rappresentante della citt&agrave; alla quale appartiene territorialmente l&rsquo;Ospedale, abbiamo dovuto, per motivi di correttezza e tutela, sospendere l&rsquo;accordo di collaborazione sottoscritto tra la IMID Association e l'esperto in nutrizione al quale avevamo scelto di affidare, in assoluto regime di volontariato e gratuit&agrave;, il compito di supportare l&rsquo;Associazione in uno studio osservazionale di nostro primario interesse.<br />Tale attivit&agrave;, avente ad oggetto lo studio ed elaborazione di regimi alimentari in gruppi di persone sane e/o con peculiari problematiche nutrizionali; la valutazione dei nutrienti nei comuni alimenti e lo studio finalizzato alla ricerca degli stessi nei cibi comuni, in modo da garantire un adeguato ed equilibrato apporto nei soggetti sopra mensionati; l&rsquo;osservazione e l&rsquo;analisi degli stili di vita correlati ai fattori predisponenti le patologie ad essi associate; l&rsquo;osservazione epidemiologica finalizzata a nuovi spunti di ricerca; la collaborazione a fini educazionali e formativi,&nbsp; ci aveva consentito, grazie proprio alla prestazione volontaria del professionista incaricato, di offrire ai pazienti, ribadiamo in assoluta gratuit&agrave;, l&rsquo;occasione di sostenere un colloquio nell&rsquo;ambito del quale ricevere consigli basilari per un corretto apporto nutrizionale, data la diffusa difficolt&agrave; di gestione di una dieta in presenza di iper-reattivit&agrave; gi&agrave; accertate ed eventualmente correlate a disfunzioni metaboliche.<br />Molti di questi&nbsp; pazienti attendevano da tempo di poter avere un colloquio con lo specialista messo a loro disposizione dall&rsquo;Associazione e di ricevere un parere gratuito ed ora sono stati privati di questa possibilit&agrave;.<br />Non importa tanto il danno severo arrecato alla immagine della nostra Associazione, che pur sempre rimane atto gravissimo ed intollerabile, quanto quello prodotto ai danni della intera comunit&agrave; dei Pazienti Immunopatici, nonch&eacute; del professionista da noi scelto proprio per le competenze attestate da regolare titolo universitario e da un curriculum ineccepibile che lo ha visto relatore in un convegno con valenza di formazione E.C.M., svoltosi nel giugno u.s. sotto l&rsquo;alto patrocinio del Senato della Repubblica, e messe a disposizione dei Pazienti in forma volontaria e gratuita.<br />La nostra Associazione, come noto infatti, seleziona, in piena autonomia e libert&agrave; di giudizio, i professionisti di riferimento solo sulla base del merito e della competenza scientifica, per cui non accetta supinamente i servizi che non siano affidati a professionisti ritenuti tra i pi&ugrave; qualificati e di fiducia.<br />E&rsquo; con grandissimo rammarico che, alla luce di quanto accaduto, prendiamo atto della comprensibile volont&agrave; del professionista coinvolto di voler recedere dall&rsquo;accordo stipulato con l&rsquo;Associazione dei Pazienti, a tutela delle proprie etica ed onorabilit&agrave; professionale.<br />Tristemente questo &egrave; quanto si &egrave; ottenuto sbattendo in prima pagina una organizzazione&nbsp; solidaristica e di volontariato, che opera ormai da anni nell&rsquo;interesse del Paziente e delle sue pi&ugrave; immediate necessit&agrave;.<br />Entriamo ora nel merito dei fatti.<br />Riteniamo che se di ispezione si fosse trattato, il minimo sarebbe stato verificare in loco (e con questo intendiamo direttamente presso la sede ospedaliera dell&rsquo;Associazione) l&rsquo;operato dei volontari e la &ldquo;veridicit&agrave; delle informazioni fornite dai cittadini sull&rsquo;Associazione IMID&rdquo;, tuttavia cos&igrave; non &egrave; stato. Gli ispettori, infatti, si sono limitati a convocare una riunione, tenutasi all&rsquo;interno della stanza assegnata al TDM Lecce all&rsquo;interno dell&rsquo;ospedale di Campi Salentina, e ad incontrare tutti meno coloro che poi sono stati chiamati in causa sui giornali ed in televisione.<br />Venendo a conoscenza di tale evento e desiderosi, loro per primi, di un subitaneo chiarimento sono stati i Pazienti, nella persona proprio della Presidente Nazionale, casualmente in visita presso la struttura, a rincorrere gli ispettori sulle scale, mentre erano in procinto di lasciare il nosocomio, senza aver ispezionato assolutamente nulla di quello per cui erano intervenuti, per invitarli almeno a prendere visione dei luoghi e delle attivit&agrave; incriminati.<br />Desta quantomeno sconcerto che un sopralluogo avvenga senza alcun sopralluogo e che debba essere l&rsquo;ispezionato ad invitare l&rsquo;ispettore a prendere visione dell&rsquo;oggetto della verifica ispettiva.<br />Ed ancora risulta assolutamente scorretto che alla visita fossero presenti in prima battuta e senza alcun preavviso le telecamere di una emittente televisiva, che peraltro conosce perfettamente da anni l&rsquo;operato dell&rsquo;organizzazione IMID, avendone seguito e spalleggiato la battaglia sociale, sanitaria e politica in ogni passaggio, ivi compresa l&rsquo;occupazione della Regione Puglia il 10 aprile u.s.<br />Non ci &egrave; chiaro quale fosse il ruolo della televisione in quella occasione, soprattutto in virt&ugrave; di un incontro che non sarebbe mai avvenuto se i pazienti non lo avessero richiesto espressamente: denuncia pubblica di un qualche reato? Acquisizione di interviste atte alla informazione della popolazione, di fatto in assoluta violazione del diritto al contraddittorio che, come &egrave; noto dai servizi andati in onda e dagli articoli pubblicati, non ci &egrave; stato riconosciuto?<br />Ci chiediamo a quale scopo fosse ritenuta necessaria o meglio idonea la presenza, in quella occasione, dei giornalisti in considerazione del fatto che noi siamo certi di essere titolati ad essere presenti e ad operare come Associazione all&rsquo;interno della struttura.<br />Proprio in virt&ugrave;, infatti, di quanto decretato dall&rsquo;Art. 118 della Costituzione sulla sussidiariet&agrave; e da una lunga serie di passaggi burocratici, regolarmente espletati al fine di rendere operativo un progetto di ricerca al quale prendiamo parte attiva, che possiamo affermare che noi, a differenza di quanto dichiarato dall&rsquo;Assessore Pagliaro alle telecamere di Telearma, dobbiamo esserci all&rsquo;interno della realt&agrave; che abbiamo contribuito a realizzare.<br />Sappiamo, peraltro, che tale progetto, proprio nella parte riguardante le problematiche relative alla fenomenologia immunologica riguardante le ipersensibilit&agrave; verso determinanti alimentari, ha di recente ottenuto il consenso alla operativit&agrave;, da parte del Comitato Etico della ASL Lecce, per la ricerca osservazionale finalizzata agli ambiti applicativi correlati tra dieta e terapia ordinaria.<br />Ci fa specie che l&rsquo;Osservatorio ed il TDM mettano in dubbio la professionalit&agrave; ed i titoli di un &ldquo;NON MEDICO&rdquo;, cos&igrave; come definito pubblicamente, senza neanche averne acquisito il curriculum, cosa che noi siamo certi invece di aver fatto, minandone la credibilit&agrave; e danneggiandone l&rsquo;immagine, muovendo accuse anche gravi tanto al professionista quanto all&rsquo;Associazione e mettendo in atto una modalit&agrave; da giornaletto di gossip, senza valutare la ricaduta che un tale avventato quanto improprio passaggio mediatico crea in termini di destabilizzazione della fiducia che faticosamente si costruisce tra il Paziente e l&rsquo;intera organizzazione alla quale egli si rivolge per soddisfare la complessa sequela delle proprie necessit&agrave;.<br />Ci fa specie che a parlare di &ldquo;riscontri oggettivi&rdquo; sia proprio l&rsquo;Assessore Pagliaro, che ha tenuto a battesimo l&rsquo;istituzionalizzazione di &ndash; citiamo &ndash; un &ldquo;Polo Didattico per le Medicine Complementari&rdquo;, finalizzato alla formazione della classe medica in quelle discipline che in Italia non fanno ancora parte della formazione accademica,&nbsp; in particolare sostenendo l&rsquo;Omeopatia che non ha alcun riscontro scientifico e che, proprio dalla data del 31 dicembre 2008, vedr&agrave; la riduzione e l'obbligo per legge del ritiro dal mercato di circa il sessanta per cento dei farmaci omeopatici in commercio sul territorio nazionale.<br />Ci fa specie che il massimo rappresentante provinciale del TDM, Ferruccio D&rsquo;Amore, senza aver fatto alcun passaggio di verifica in merito alle denunce ricevute, per lo meno non sulle irregolarit&agrave; che ci sono state contestate, abbia tuttavia scelto di mostrare tali denunce alle telecamere, trasgredendo ad ogni dettame di riservatezza e tutela della privacy alla quale ci si vincola entrando a far parte di quella prestigiosa organizzazione.<br />In pi&ugrave; di una occasione, non ultima quella del 15 ottobre ultimo scorso, i Pazienti hanno avuto il piacere e l&rsquo;onore di organizzare un prestigioso incontro e di presentare la parte di loro competenza di un articolato e tutt&rsquo;altro che fantomatico progetto dal titolo &ldquo;Progetto integrato di cooperazione interistituzionale: le malattie infiammatorie immunomediate da impatto ambientale.&rdquo; alla presenza delle maggiori personalit&agrave; del mondo politico-istituzionale ed universitario di ben due Regioni. In quella occasione si &egrave; reso pubblico ogni passaggio del Progetto su citato, raccogliendo soddisfazione e consenso proprio per la presenza integrata di medici, pazienti ed istituzioni nell&rsquo;ambito di una attivit&agrave; perfettamente operante all&rsquo;insegna della cooperazione.<br />Oltre 1.700 i Pazienti transitati presso l&rsquo;ambulatorio di Immunologia clinica ed allergologia (da poco pi&ugrave; di un mese struttura semplice denominata &ldquo;Centro IMID&rdquo;) nell&rsquo;arco solo di quest&rsquo;anno e, proprio data la enorme mole di lavoro svolta in assoluta carenza di personale, non ci meraviglia la presenza di qualche insoddisfatto con il quale comunque ci scusiamo per l&rsquo;eventuale disservizio e disagio arrecato, certi che un confronto sereno ed all&rsquo;insegna della crescita possa chiarire tutti i dubbi che uno scoop mediatico non aiuter&agrave; certo a dirimere.<br />La nostra disponibilit&agrave; a far luce su qualsivoglia fraintendimento sorto a seguito di un nostro operato associativo &egrave; assoluta, tuttavia ci corre l&rsquo;obbligo di affermare con forza e determinazione la nostra volont&agrave; di non prestarci a diventare lo strumento di azioni volte a screditare o ad infangare il buon nome dei professionisti o delle istituzioni o delle strutture che danno accoglienza alle nostre iniziative.<br />I Pazienti, come dichiarato pi&ugrave; volte, non sono terreno di battaglie politiche o personali e non possono essere oggetto di azioni che ne destabilizzino i punti di riferimento, senza che prima siano state effettuate tutte le debite verifiche.<br />I Pazienti, in quanto ammalati ed in quanto sofferenti sono fragili e proprio perch&egrave; tali vanno protetti da qualsiasi forma di mera trovata scandalistica non sostanziata da alcuna responsabilit&agrave; accertata.<br />La nostra posizione &egrave; di condanna dell&rsquo;operato tanto dell&rsquo;Osservatorio Sanitario del Comune di Lecce per quanto attiene alle modalit&agrave; di comunicazione scelte e poste in essere in questa occasione, quanto del TDM che, in quanto garante dei Pazienti, non pu&ograve; rendersi promotore di azioni dagli effetti dannosi, senza aver preliminarmente operato ogni possibile intervento correttivo e di mediazione.<br />Esortiamo il Comune di Campi Salentina a non dimenticare quanta parte abbiano avuto i pazienti Immunopatici, provenienti da tutta la Nazione, nella battaglia per la salvezza dell&rsquo;Ospedale S. Pio, a dimostrazione della loro assoluta buona fede ed invitiamo le istituzioni ad indignarsi per il danno morale ed economico arrecato agli ammalati, mancando loro di rispetto nel non consentire una equa e corretta informazione ed un contraddittorio paritario, nonch&eacute; privandoli di un servizio auto finanziato e finalizzato a pi&ugrave; alti scopi di ricerca per la soluzione delle loro complesse patologie.<br />Invitiamo il Comune di Lecce, che per primo in data 22 gennaio 2007 ha concesso udienza alle istanze dell&rsquo;IMID, approvandone all&rsquo;unanimit&agrave; in Consiglio Comunale il Progetto, a richiamare l&rsquo;Assessore Pagliaro ad una pi&ugrave; corretta concertazione delle soluzioni ai problemi, soprattutto quando in ballo ci sono Pazienti che, gi&agrave; sufficientemente provati dalle vicissitudini della malattia, non risultano essere pronti ed&nbsp; idonei a brusche interruzioni dei rapporti fiduciari con le figure professionali di riferimento.<br />Noi non siamo altro che Pazienti ed in quanto tali nessuno pi&ugrave; di noi ha a cuore la nostra stessa salute e la nostra stessa tutela, motivo per il quale invitiamo in futuro i giornalisti e gli editori che danno voce ai comunicati stampa o alle richieste di pubblicazione a verificare pi&ugrave; attentamente gli effetti che un loro intervento pu&ograve; provocare all&rsquo;interno di una intera comunit&agrave;.<br />Il nostro unico ringraziamento va ai Pazienti che con grande dignit&agrave; e compostezza hanno inondato di telefonate, mail e fax i nostri riferimenti, esprimendo solidariet&agrave; e chiedendo a gran voce una assemblea straordinaria nella quale discutere il da farsi in merito all&rsquo;accaduto e come sopperire al servizio negato ed al lavoro di equipe e di ricerca reso monco da questo intervento ispettivo.<br />Facciamo in modo che in futuro le irregolarit&agrave; vengano contestate, verificate e denunciate in forma equa ed idonea in modo da mettere tutti nella condizione di poter risolvere i problemi e non di crearne di nuovi, a meno che, naturalmente, l&rsquo;intendimento non sia proprio quello di crearne di nuovi.<br />Tanto si doveva.<br /><br />Esther Paola Tattoli<br />(Presidente Nazionale IMID Association)</p></pre>]]></description>
<author>Redazione IMID</author>
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<title>Ricoveri, farmaci e affari i segreti della casta bianca</title>
<link>http://www.imidassociation.org//articolo.php?id=45</link>
<description><![CDATA[<pre><p>UN SISTEMA malato, che peggiora di anno in anno. Corrotto in ogni piega, inquinato in ogni angolo. Assediato da truffe, ruberie, scandali e malversazioni. Dove ogni azione, dalla prescrizione di un farmaco alla richiesta di un ricovero, dalla scelta di un'analisi clinica all'assegnazione di un posto all'ospedale, risponde alla pura e semplice logica del business, piuttosto che alla cura e alla tutela del paziente.<br /><br />Viaggio tra i dissesti del Sistema sanitario nazionale, un bene prezioso, un tempo tra i migliori d'Europa, oggi ammalato di una "lottizzazione politica che ha le caratteristiche di un cancro", che si diffonde e avanza con la complicit&agrave; di una "casta bianca", fatta di medici, amministratori, case farmaceutiche, partiti e Regioni.<br /><br />Dieci anni dopo "Camici e pigiami", Paolo Cornaglia Ferraris, pediatra genovese che con quel libro-scandalo mise a nudo il "sistema" che stava corrompendo (con la complicit&agrave; dei medici) la sanit&agrave; italiana, torna a denunciare quanto accade tra le corsie degli ospedali e negli ambulatori delle Asl, ma anche nelle segreterie dei partiti e nelle anticamere dei ministeri.<br /><br />Qui regna appunto "La casta bianca", (edito da Mondadori, dal 14 ottobre in libreria), e l'inchiesta parte dalle truffe sui ricoveri (la cui durata non sarebbe decisa in base alle esigenze del malato, ma sulla base dei rimborsi delle Regioni), svela i meccanismi di corruzione dell'industria del farmaco, per arrivare all'inestricabile parentopoli che governa le facolt&agrave; di Medicina e i Policlinici universitari.<br /><br />Un vero attacco a quel sistema Sistema Sanitario Nazionale che sarebbe ancora "una grande risorsa per l'Italia - dice Cornaglia Ferraris - con 13mila ricoveri in ospedale ogni anno, oltre 79 milioni di giornate di degenza, 4 milioni e 700mila interventi chirurgici, 1337 strutture ospedaliere pubbliche e private". "Ma questa straordinaria rete, che dal dopoguerra ad oggi ha portato la salute a milioni di persone, ha ridotto ai minimi storici la mortalit&agrave; infantile, ha conquistato impensabili vittorie contro il cancro, &egrave; ormai divorata da un gruppo di potere - aggiunge Cornaglia Ferraris, oggi medico dei bimbi figli degli immigrati clandestini - che in nome di due "principi", denaro e carriera, sta sfasciando tutto".<br /><br />Ed &egrave; al sofisticato meccanismo del fare denaro rubando soldi pubblici che Cornaglia Ferraris dedica uno dei capitoli pi&ugrave; interessanti di questo viaggio (allucinante) nei mali della Sanit&agrave; italiana. Tutto ruota attorno ai rimborsi dei ricoveri e delle prestazioni che gli ospedali o le strutture convenzionate ottengono dalle Asl. Basta falsificarne il numero o moltiplicarne la quantit&agrave;, al di l&agrave; delle reali esigenze del paziente, per ottenere flussi di denaro a volte incredibili, come nel recente scandalo della clinica "Villa Pini" di Chieti. Le truffe sono note, eppure reiterate. Spiega Cornaglia Ferraris: "Le tariffe sono diverse a seconda del tipo di ricovero. Quelli con dimissione in giornata o con una sola notte valgono poco. Quelli con due o pi&ugrave; notti valgono di pi&ugrave;. Dopo un certo numero di giorni, che si chiama valore soglia, scatta un aumento giornaliero che non conviene quasi mai. Ecco svelate le ragioni per cui spesso, dopo dieci giorni, vi buttano fuori, oppure vi dimettono, e vi ricoverano il giorno dopo, un'altra volta".<br /><br />Il tutto navigando in quella zona grigia di leggi e norme dove l'abuso pu&ograve; essere mascherato da prestazione regolare.<br /><br />Cornaglia passa poi ad analizzare un altro grande "malaffare" consumato sulla pelle dei pazienti: le prescrizioni (drogate) di farmaci, che il medico somministra seguendo proprie logiche di mercato (regali, premi, tangenti) piuttosto che il reale bisogno dei malati. "Il 60% degli antibiotici viene assunto senza che ce ne sia reale bisogno". Sistema diffuso e corrotto, di cui Big Pharma (il cartello delle multinazionali della farmaceutica) &egrave; l'esempio eclatante. "L'investimento maggiore di Big Pharma - scrive Cornaglia - non va in ricerca e sviluppo, bens&igrave; in marketing e amministrazione". E citando uno studio americano che mette in luce i rapporti con l'industria aggiunge: "L'83% dei medici riceve pasti gratuiti, il 78% campioni di farmaci, il 35% riceve rimborsi per le spese di partecipazioni a convegni, il 28% percepisce onorari per conferenze o per l'arruolamento dei pazienti nei trial", ossia nei gruppi di sperimentazione dei farmaci.<br /><br />La situazione italiana sarebbe di poco dissimile, e Cornaglia cita una seconda ricerca (made in Italy) in cui "sono state valutate le prescrizioni di alcuni farmaci prima e dopo che un certo numero di medici era stato invitato a convegni in lussuosi alberghi". Senza parlare della pubblicit&agrave; che porta all'assunzione di farmaci inutili, la ricerca sponsorizzata, e il lucrosissimo mercato dei brevetti.<br /><br />Un business enorme, una piaga che si allarga. Perch&eacute; a tutto questo, presente anche in altri paesi, in Italia si aggiunge la lottizzazione dei partiti, della Chiesa e, addirittura, della Massoneria. I soldi della Sanit&agrave; vogliono dire infatti appalti, posti di lavoro, carriere nelle aziende ospedaliere, cattedre all'universit&agrave;. E dall'analisi dei "poteri in campo", agli alberi genealogici delle famiglie che di padre in figlio, di parente in parente si tramandano i posti nei policlinici e nelle facolt&agrave; di Medicina, attraverso concorsi truccati e dottorati ad personam, ci si sente alla fine di questo viaggio intrappolati in una ragnatela in cui il paziente conta poco o niente.<br /><br />"Questo non vuol dire che in Italia non ci siano aree sane, professionisti eccellenti - conclude Cornaglia Ferraris, che dopo l'uscita del libro 'Camici e pigiami' venne licenziato dall'ospedale Gaslini di Genova - eppure noi oggi rischiamo di perdere un sistema sanitario pubblico buono come quello che ci siamo conquistati negli ultimi 40 anni. L'allarme &egrave; forte, bisogna che la gente se ne renda conto. Per questo ho creduto fosse giusto raccontare la parte malata del sistema e non quella sana".<br /><br />(13 ottobre 2008)</p></pre>]]></description>
<author>Redazione IMID</author>
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<title>"Noi, colpiti dall'inquinamento e dimenticati su una sedia a rotelle"</title>
<link>http://www.imidassociation.org//articolo.php?id=43</link>
<description><![CDATA[<pre><p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p>Al Ministero dell&rsquo;Ambiente<br />Al Presidente Vendola<br />Al Prof. Marescotti<br />Alla Rai<br /><br />Oggetto: Diossina a Taranto<br /><br />Inquinamento: Perch&egrave;?<br />Il mio caso &egrave; gi&agrave; conosciuto in tutta Italia grazie al Ministero dell&rsquo;Ambiente che inser&igrave; sul suo sito i dubbi che avevo circa la mia paralisi improvvisa collegata al tasso di inquinamento del rione Tamburi, dubbi sopravvenuti dopo ricerche fatte da me e confermate anche da medici, ma non dimostrabili scientificamente. Apprendo dai TG nazionali e locali che numerosi capi di bestiame verranno abbattuti nella zona circostante l&rsquo;Ilva perch&eacute; contaminati dalla diossina. A questo punto invidio questi poveri animali, perch&eacute; a loro &egrave; stata riconosciuta la pericolosit&agrave; della diossina, in pi&ugrave; i loro allevatori riceveranno un risarcimento danni, infatti la Regione ha stanziato 160.000 euro per tale risarcimento.<br /><br />A noi non &egrave; riconosciuto niente, dobbiamo vivere tutta la vita - con problemi fisici, morali e psicologici - le conseguenze dell&rsquo;inquinamento. Non possiamo dimostrare nulla perch&eacute; non si sa niente di centri specializzati per evidenziare la presenza dei metalli pesanti nell&rsquo;organismo.<br /><br />Da Roma mi &egrave; stato dato il numero dell&rsquo;Ospedale di Campi Salentini dove esercita il dottor Minelli, ma la Regione non ritenendo questo centro utile alla comunit&agrave; ha pensato bene di dare la disponibilit&agrave; di soli quattro posti letto. Infatti ho avuto la prenotazione per MAGGIO 2009, quando invece si spendono milioni di euro per centri di riabilitazione gestiti da politici e poteri religiosi, dove la riabilitazione viene fatta mezz&rsquo;ora la mattina e (se va bene) mezz&rsquo;ora il pomeriggio: io ci sono stata e lo posso dire.<br /><br />Non possiamo fare causa a Riva perch&eacute; i suoi avvocati sono molto potenti. Dobbiamo vivere la nostra malattia, tipo tumore, leucemia, infezioni alla pelle, malattie respiratorie e nel mio caso, come tanti altri casi a Taranto, la nostra paralisi, senza avere niente, anzi non dobbiamo neppure chiedere tanto, altrimenti alle USL ci rispondono: &rdquo;Ma adesso ne volete troppo&rdquo;.<br /><br />Se chiediamo che vengano stanziati soldi per le barriere architettoniche in casa, dal Comune e dalla Regione ci rispondono non ci sono finanziamenti. Se chiediamo un nuovo cuscino antidecubito o una carrozzina non &egrave; possibile averne, devono passare 3 anni, ti puoi tenere il cuscino bucato e la carrozzina rotta tanto chi se ne frega se rischi una piaga da decubito, chi se ne frega se non puoi entrare nelle stanze, se non puoi andare in bagno, se non puoi salire le scale. Hai i soldi? Fatteli a tue spese. Non ne hai? ARRANGIATI! Figurati se stanno a pensare a noi. L&rsquo;importante &egrave; parlare di stanziare soldi per progetti inutili, far alzare gli stipendi dei dirigenti e manager e poi si permettono anche di fare conferenze sui temi della disabilit&agrave;, dove si ascoltano tante belle parole, soprattutto in campagna elettorale.<br /><br />Fatele fare a noi le conferenze, a noi che viviamo ogni giorno i problemi. Parliamo di diossina. Perch&eacute; non parliamo anche della Raffineria Agip, della Cementir da cui occorre vedere se viene fuori il tallio che un tempo era usato come veleno e che colpisce il sistema nervoso periferico?<br /><br />Diciamole queste cose. Diciamole a quei politici che intascarono soldi per far aprire l&rsquo;Italsider a Taranto, e che hanno continuato a intascarli negli anni successivi per stare zitti e non far sapere alla gente la pericolosit&agrave; dell&rsquo;inquinamento atmosferico, tanto mica loro vivono al rione Tamburi, mica sono scemi!<br /><br />Scusate se mi sono dilungata un po&rsquo; troppo. Ma sono molto, molto arrabbiata.<br /><br />Anna Carrieri<br />Cell.3294455683<br /><br />PS. Cliccando su internet. Carrieri Anna paralizzata per&hellip; &hellip; ci sono tutti i miei dubbi sulla mia paralisi. Grazie</p></pre>]]></description>
<author>Redazione IMID</author>
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<title>I CITTADINI, I MALATI PUGLIESI SONO STUFI  DEL VALZER DELLE POLTRONE IN SANITA'!!</title>
<link>http://www.imidassociation.org//articolo.php?id=42</link>
<description><![CDATA[<pre><p>I Cittadini non comprendono quanto sta succedendo nel PALAZZO, a proposito della loro salute, della loro pelle!!<br />Non amano assistere da spettatori attoniti al Valzer delle poltrone, che sa tanto di cambiamenti gattopardeschi, evitando, da parte di chi governa,&nbsp; di investire veramente sull&rsquo;unico elemento in grado di rompere l&rsquo;autoreferenzialit&agrave; del sistema, ovvero sui cittadini e le loro Associazioni e sulla pratica della partecipazione qualificata (vedi Audit civico).<br />Con l&rsquo;Audit civico, che ha visto impegnati centinaia di volontari, rivenienti da decine di Associazioni in tutte le ASL, ci si aspettava e si aspetta che finalmente si adottino e attuino i Piani di Miglioramento, relativi alle criticit&agrave; evidenziate, tramite questionari e osservazione diretta.<br />Un &ldquo;esercito&rdquo; di cittadini attivi, volontari &egrave; entrato nelle corsie, nei servizi territoriali, ha prodotto informazioni utili, ha costruito relazioni significative, ha gettato le basi per un servizio sanitario coerente cogli obiettivi di Salute, che pure leggiamo nel Piano regionale Salute.<br />CON TUTTO QUESTO STRIDE IL &ldquo;MERCATO&rdquo; CONTINUO DEGLI INCARICHI:ora pare tocchi al dr. MORLACCO, Direttore ARES, da rimuovere, ovvero &ldquo;promuovere&rdquo; in incarico a Roma, nonch&eacute; al Commissario Straordinario della ASL FG,dr. TROIANO,&nbsp; che dopo circa due anni dovrebbe lasciare il posto ad altro dirigente, ricominciando daccapo e costringendo le Associazioni, i cittadini, gli operatori a ritessere, come Penelope, una tela che appena si tesse, subito viene sfilata.<br />ORA BASTA!!<br />Siamo stati e saremo sempre molto fermi e critici nei confronti di chi governa la Sanit&agrave;, dei Dirigenti ai diversi livelli, ma non ci interessa lo sport della rimozione di dirigenti per sostituirli spesso con altri solo pi&ugrave; &ldquo;vicini al potere&rdquo;, non pi&ugrave; &ldquo;bravi&rdquo;; abbiamo chiesto in passato la rimozione di dirigenti e lo faremo fortemente solo in casi eclatanti di &ldquo;Malavita organizzata&rdquo; ascesa al potere sanitario, come &egrave; capitato in altra epoca in alcune ASL. Ora ci interessa avere un po&rsquo; di stabilit&agrave; nelle ASL e soprattutto che la Regione investa sul ruolo di &ldquo;contrappeso&rdquo; dei cittadini, delle Associazioni di tutela dei diritti, tramite altres&igrave; l&rsquo;Audit civico e imponendo obblighi e direttive chiare in tal senso ai dirigenti, che andranno valutati con nuclei di valutazione di cui devono far parte anche componenti rivenienti, con percorsi qualificati di formazione civica, dalle Associazioni di tutela dei diritti, cosa che ad oggi &egrave; pressoch&eacute; assente nelle ASL.<br />Chiediamo con forza che venga integrata la &ldquo;Conferenza permanente per la Programmazione sanitaria e socio-sanitaria regionale&rdquo;, istituita con recente decreto del Presidente della Giunta Regionale, con le componenti rivenienti dalle Associazioni di tutela, individuate dalle stesse, con riguardo a percorsi qualificati di formazione civica.</p></pre>]]></description>
<author>Redazione IMID</author>
</item>
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<title>Nasce il primo “Centro IMID” per la diagnosi e la cura delle patologie infiammatorie immuno-mediate</title>
<link>http://www.imidassociation.org//articolo.php?id=41</link>
<description><![CDATA[<pre><p>Il 2 ottobre 2008, a firma della Direzione Generale della ASL Lecce, vede finalmente la luce il &ldquo;Centro IMID&rdquo;, unico centro di immunologia clinica in Italia con posti letto. Il centro, specializzato nella diagnosi e nella terapia delle malattie infiammatorie croniche immuno-mediate, &egrave; diretto dal Dott. Mauro Minelli e fa capo alla U.O. di Medicina Generale del Dott. Fabio Musca al quale vanno tutti i nostri pi&ugrave; sinceri ringraziamenti per il supporto, il contributo professionale e l&rsquo;ospitalit&agrave; offerti ai Pazienti Immunopatici nel corso di tutti questi anni, ben prima di qualsiasi firma ed ufficializzazione burocratica.<br />Presso l&rsquo;Ospedale &ldquo;S.Pio&rdquo; di Campi Salentina il malato viene prima di qualsiasi altro interesse politico e professionale e lo dimostrano gli incredibili risultati ottenuti sia in termini di miglioramento clinico di un gran numero di pazienti (soprattutto in condizione di sensibile riduzione delle prescrizioni farmacologiche), sia l&rsquo;impegno profuso nel realizzare percorsi di diagnosi e terapia all&rsquo;interno di una struttura pubblica, sia la stretta collaborazione tra medici, pazienti e politici illuminati che, attraverso una comunione di intenti, hanno reso possibile l&rsquo;implementazione di questa vera e propria perla del Sistema Sanitario Nazionale.<br />Il malato viene considerato nella sua interezza. Lo staff della IMID Unit, infatti, composto da immunologi, oncologi, genetisti, proteomici, biologi molecolari, radiologi, cardiologi, ginecologi, oculisti, gastroenterologi, nutrizionisti, personale infermieristico specializzato, sotto il costante controllo di qualit&agrave; del servizio offerto, operato dall&rsquo;Associazione degli stessi ammalati, agisce durante un unico ricovero, dimettendo il paziente con una diagnosi univoca e concertata e, soprattutto, rispettosa della condizione di salute generale del paziente stesso, studiandone l&rsquo;intero quadro clinico e sintomatologico.<br />Inoltre, la necessit&agrave; del malato di avere un unico punto di riferimento al quale rapportarsi per gestire la complessit&agrave; di patologie croniche e sistemiche &egrave; condizione irrinunciabile, per soddisfare la quale il medico di riferimento, nel nostro caso l&rsquo;immunologo clinico, coordina l&rsquo;intero staff di specialisti, raccogliendo il contributo alla diagnosi, proveniente da ciascun collega chiamato a consulto, ed integrandolo all&rsquo;interno di un unico responso.<br />Inutile dire che questo approccio metodologico alla gestione della cronicit&agrave; consente una migliore consapevolezza da parte del paziente della propria reale condizione di salute ed un pi&ugrave; efficace intervento integrato rispetto a patologie che necessitano di un modello sanitario pluridisciplinare, al fine di individuare la migliore risposta terapeutica dedicata e personalizzata per ciascun singolo individuo.<br />La IMID Unit di Campi Salentina rappresenta per noi una grande vittoria politica, il superamento indimenticabile di una barriera culturale, ma soprattutto una seria speranza di guarigione per un gran numero di patologie ad oggi ancora considerate incurabili.<br />Ricerca scientifica, esperienza clinica, politica sanitaria, impegno sociale, professionalit&agrave; ed organizzazione, fanno del &ldquo;Centro IMID&rdquo; una realt&agrave; di vera eccellenza dalla quale apprendere ed esportare buone prassi e con la quale attivare una vera e propria rete di collaborazione al servizio del cittadino ammalato.<br />Con orgoglio Pazienti e Medici, collaborando, hanno dimostrato che lavorare su un obiettivo comune al di l&agrave; delle competenze e delle gerarchie, anzi facendo tesoro proprio delle diversit&agrave; si pu&ograve; dare vita ad un servizio di altissima qualit&agrave; e soprattutto rispondente alle reali esigenze degli ammalati.<br /><br />IMID Association</p></pre>]]></description>
<author>Redazione IMID</author>
</item>
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<title>Quanto ci tutela il Ministero della salute?</title>
<link>http://www.imidassociation.org//articolo.php?id=40</link>
<description><![CDATA[<pre><p>Riceviamo e pubblichiamo:</p>
<p>"A Taranto 17 ricerche sull'inquinamento e l'impatto sulla salute dei cittadini sono costate un miliardo ma non sono mai state divulgate. E ben 72 analisi sulla diossina e i PCB sono risultate sistematicamente "a norma". Ecco quello che i tarantini dovevano sapere e non hanno mai conosciuto dal 2002 al 2007.<br /><br />Per anni non &egrave; stata data pubblica diffusione a 17 ricerche sull'inquinamento a Taranto. Tali ricerche sono costate ai contribuenti 539.000 euro (oltre un miliardo delle vecchie lire) ma i cittadini non ne hanno conosciuto il contenuto. Centinaia di pagine ricchissime di dati sono rimaste di fatto un patrimonio scientifico ignoto proprio ai tarantini che dovevano essere i primi beneficiari di quelle 17 ricerche.<br /><br />PeaceLink ha pertanto chiesto e ottenuto la pubblicazione su Internet di quelle 17 relazioni che ora sono finalmente visionabili sul sito http://www.arpa.puglia.it<br /><br />Era stata proprio l'Arpa Puglia a pubblicare lo scorso 17 settembre vari stralci di quelle ricerche per supportare le proprie osservazioni al ministero dell'Ambiente relative all'inquinamento dell'Ilva.<br /><br />Lo stesso giorno PeaceLink ha chiesto al prof. Giorgio Assennato la pubblicazione integrale di tutte le ricerche in questione, le quali, pur trattando diversi aspetti dell'inquinamento, fanno parte di un unico progetto dal titolo "Impatto sulla salute di particolari condizioni ambientali e di lavoro, di provvedimenti di pianificazione territoriale".<br /><br />L'Arpa Puglia ha accolto la richiesta di PeaceLink e ha tempestivamente provveduto a reperire le relazioni che sono state pubblicate il giorno seguente sul web, accompagnate dal seguente comunicato:<br /><br />"Su richiesta di un'associazione ambientalista, ARPA Puglia pubblica la relazione conclusiva e le singole relazioni delle Unit&agrave; Operative del Programma di ricerca finalizzata del Ministero della Salute 2002 - Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro dal titolo "Impatto sulla salute di particolari condizioni ambientali e di lavoro, di provvedimenti di pianificazione territoriale"".<br /><br />Apprezziamo questa collaborativa disponibilit&agrave; dell'Arpa Puglia a divulgare informazioni che fino a ora l'autorit&agrave; centrale ha preferito custodire nei cassetti.<br /><br />Eppure si tratta di relazioni di varie unit&agrave; operative che in questi anni a Taranto hanno raccolto dati sui seguenti argomenti: genotossicit&agrave; dell'inquinamento (unit&agrave; 1), metalli pesanti nei suoli contaminati (unit&agrave; 2), sostanze tossiche nelle acque di falda (unit&agrave; 3), sistemi di monitoraggio ambientale a Taranto (unit&agrave; 4), microinquinanti dell'aria (unit&agrave; 5), studio delle impronte digitali (fingerprints) di gruppi di composti inquinanti (unit&agrave; 6), studio del particolato atmosferico in alcune zone dell'area tarantina (unit&agrave; 7), analisi del rischio industriale (unit&agrave; 8), valutazione sistematica dei livelli di inquinamento dell'aria e previsione di situazioni di emergenza (unit&agrave; 9), modellistica applicata ai comparti aria e suolo (unit&agrave; 10), misure di prevenzione e protezione della salute dei lavoratori dal rischio cancerogeno in industrie ad alto rischio dell'area tarantina (unit&agrave; 11), effetti dell'esposizione professionale agli idrocarburi policiclici aromatici (unit&agrave; 12), valutazione dell'esposizione professionale e ambientale a metalli accertati e/o sospetti cancerogeni (unit&agrave; 13), studio di casi di tumore nel comune di Taranto sulla base delle evidenze scientifiche (tumore polmonare, mesotelioma pleurico, tumore vescicole, tumori del sistema linfoemopoietico) (unit&agrave; 14), realizzazione di una mappa dei rischi occupazionali e della prevalenza dei fattori di rischio (unit&agrave; 15), studio dell'esposizione della popolazione di Taranto, Statte, Crispiano e Massacra ad inquinanti presenti nell'aria (unit&agrave; 16), GIS (sistema informativo geografico) e individuazione dei fattori di valutazione del rischio per la salute umana (unit&agrave; 17).<br /><br />Mica poco!<br /><br />Ma cosa sapevamo noi cittadini del contenuto di tutte queste ricerche fino ad ora? Nulla.<br /><br />Abbiamo effettuato una verifica a tappeto di tutte le pagine web presenti su Internet. Possiamo documentare con assoluta certezza che fino a ora nessuno (tanto meno il Ministero della Salute) aveva divulgato le relazioni che attualmente l'Arpa Puglia pubblica integralmente su richiesta di PeaceLink.<br /><br />Questa &egrave; un'oggettiva sottrazione di informazioni che avevamo il diritto di conoscere se non altro perch&eacute; quelle ricerche le avevamo pagate con le nostre tasse. Non abbiamo avuto a disposizione informazioni che sarebbero servite per documentare meglio le nostre osservazioni presentate con altre associazioni ambientaliste per l'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) e per l'istanza alla Commissione Europea.<br /><br />Pertanto da oggi invitiamo i giornalisti, i docenti, gli studenti e tutti coloro che hanno a cuore l'ambiente a Taranto a collegarsi al sito www.arpa.puglia.it per scaricare e studiare questa documentazione al fine di utilizzarla nell'iniziativa scientifica e culturale in difesa della salute dei cittadini.<br /><br />Ma le sorprese non finiscono qui. PeaceLink &egrave; entrata in possesso anche di un elenco di 72 esiti di analisi effettuate a Taranto dal 16 ottobre 2002 al 29 ottobre 2007 per verificare la presenza di diossina e PCB negli alimenti. Sono analisi su latte bovino, mangime bovino, mangime per pesci, spigole, orate, carne bovina, uova, latte e mitili. Tutte le analisi hanno dato esito "conforme", ossia non hanno fatto emergere quantitativi di diossina e PCB sopra i limiti di legge. Come mai invece &egrave; bastata una sola analisi commissionata da PeaceLink (marzo 2008) su un campione di formaggio pecorino locale per certificare un significativo (e non isolato) superamento dei limiti di legge? Dopo quella analisi sono seguite altre indagini della Asl di Taranto che, sotto la direzione del dipartimento di prevenzione del dott. Conversano, hanno confermato l'allarme di PeaceLink, evidenziando in vari campioni preoccupanti sforamenti per la diossina e i PCB. Da allora sono state analizzate le masserie e le relative greggi, i cui capi in questi giorni vengono drammaticamente abbattuti. Come mai allora le 72 analisi commissionate dal Ministero della Salute non hanno mai trovato una presenza di diossina tale da far scattare l'allarme?<br /><br />Stiamo parlando proprio di quel Ministero della Salute che ha tenuto nel cassetto quelle 17 ricerche sull'inquinamento a Taranto che oggi il pubblico pu&ograve; finalmente consultare on line.<br /><br />Ma qual era lo scopo di quelle 72 analisi sulla diossina risultate tutte "a norma"? "Effettuare la sorveglianza e il monitoraggio della presenza, negli alimenti di origine animale, di residui di sostanze chimiche che potrebbero essere dannose per la salute pubblica", si legge del PNR (Piano Nazionale Residui) in vigore dal 1988 con cui il Ministero della Salute ha promosso il controllo della diossina a Taranto senza che lo sapessimo e inviando tutti i campioni all'Istituto Zooprofilattico di Foggia.<br /><br />Con che tipo di attrezzature in quell'Istituto siano state effettuate le analisi?<br /><br />Come mai le analisi non hanno riguardato pecore e capre che hanno pascolato attorno all'area industriale di Taranto?<br /><br />Le 17 ricerche sull'inquinamento mai divulgate e le 72 analisi sulla diossina tutte "a norma" generano in noi inquietanti interrogativi."<br /><br />Ma soprattutto ci chiediamo: quanto ci ha tutelato il Ministero della Salute?</p></pre>]]></description>
<author>Redazione IMID</author>
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<title>Ospedale di Stigliano (Mt)</title>
<link>http://www.imidassociation.org//articolo.php?id=38</link>
<description><![CDATA[<pre><p>Verr&agrave; attivato nei prossimi giorni l&rsquo;ambulatorio per il Day Service di immunologia clinica all&rsquo;Ospedale di Stigliano da parte del medico specialista Dott. Mauro Minelli, responsabile del reparto di Immunologia clinica dell&rsquo;U.O. di Medicina dell&rsquo;Ospedale di Campi Salentina ( Lecce ).&nbsp;&nbsp; <br />L&rsquo;ambulatorio si occuper&agrave; principalmente delle malattie immunomediate. Sono in aumento ad esempio le allergie ai metalli, come il nichel, quelle dell&rsquo;apparato gastrointestinale legate ad alcuni tipi di alimenti, le allergie ai pollini ed alle erbe. In alcuni casi si tratta di manifestazioni patologiche non gravi anche se estremamente fastidiose, in altri casi possono seriamente compromettere lo stato di salute dei soggetti interessati.<br />A Stigliano &eacute; possibile effettuare anche tutti i test allergologici.<br />L&rsquo;Immunologia clinica abbraccia comunque un settore molto ampio della medicina e secondo alcuni ricercatori ha un&rsquo; utenza destinata a crescere sia per i mutati stili di vita che per l&rsquo;inquinamento ambientale.<br />Molti cittadini del territorio dell&rsquo;ASL n.5 da alcuni anni si rivolgevano alla struttura ospedaliera di Campi Salentina anche per ricoveri inerenti le problematiche relative alla Immunologia Clinica. Dal 2007 un ambulatorio di immulogia &egrave; gi&agrave; operativo presso l&rsquo;Ospedale di Policoro. L&rsquo;attivazione del Day Service a Stigliano dar&agrave; quindi ai cittadini dell&rsquo;alta collina materana la possibilit&agrave; di avere una risposta ai loro problemi di salute senza spostamenti disagevoli ed all&rsquo;azienda sanitaria di aggiungere un altro tassello all&rsquo;avvicinamento della medicina al territorio. Il servizio verr&agrave; assicurato ua volta la settimana..<br />Il Day Service rappresenta una modalit&agrave; assistenziale ambulatoriale rivolta al trattamento, in alternativa al ricovero ordinario ed in Day Hospital, di utenti che presentano problemi sanitari complessi e di norma non necessitano di sorveglianza medico-infermieristica prolungata.<br />Rispetto all&rsquo;ambulatorio tradizionale il Day Service prevede la presa in carico del paziente da parte del medico referente che consiste nella pianificazione e nel coordinamento del processo assistenziale, nella gestione della documentazione clinica e nella stesura della relazione clinica finale.<br />Per attivare il servizio gli utenti interessati devono essere in possesso di una proposta effettuata utilizzando il ricettario regionale da parte del medico di medicina generale, del pediatra di libera scelta, del medico specialista territoriale. Il medico referente dell &lsquo;ambulatorio di immulogia valuta la proposta e sulla base degli specifici protocolli diagnostico-terapeutici decide sulla presa in carico.<br />Il Commissario dell&rsquo;Asl n.5 Dott. Pietro Quinto ha tenuto a sottolineare che: &ldquo; continua il processo di ampliamento dell&rsquo;offerta sanitaria all&rsquo;Ospedale di Stigliano, all&rsquo;interno di una strategia di diversificazione e di efficienza della struttura ospedaliera &ldquo;.<br />Montalbano Jonico l&igrave; 19/09/2008&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p></pre>]]></description>
<author>Redazione IMID</author>
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<title>L’ALLERGIA AL NICHEL: DIFFUSIONE, CAUSE, PROSPETTIVE DI CURA</title>
<link>http://www.imidassociation.org//articolo.php?id=37</link>
<description><![CDATA[<pre><p><strong>* Unit&agrave; Operativa di&nbsp; Medicina Interna&nbsp; Presidio Ospedaliero di Campi Salentina&nbsp; (LE) #&nbsp; Lofarma SpA, Milano</strong></p>
<p>Il nichel &egrave; metallo ampiamente diffuso in natura. Ha ottime caratteristiche di lavorabilit&agrave; e, per questo, viene utilizzato sia allo stato puro, nei processi di nichelatura che rendono resistenti alla corrosione materiali diversi, sia in lega con altri metalli. Quantit&agrave; considerevoli di nichel sono, inoltre, contenute anche in svariati alimenti.<br />Per quanto il nichel sia considerato il principale agente eziologico responsabile delle Dermatiti Allergiche da Contatto di tipo professionale (metalmeccanici, parrucchieri, odontotecnici, cassieri, sarti, lavoratori del calzaturiero, ecc) o extraprofessionale, nell&rsquo;uomo questo metallo pu&ograve; anche rendersi responsabile di quella che d&rsquo;ora in poi chiameremo Sindrome Sistemica da Allergia al Nickel. Trattasi di patologia complessa che pu&ograve; evidenziarsi con l&rsquo;obiettivit&agrave; clinica di manifestazioni cutanee diffuse che simulano a tutti gli effetti un&rsquo;orticaria, accompagnate o meno da disturbi focali anche importanti di tipo cefalalgico e/o di pertinenza gastroenterologica con segni di pirosi gastrica, nausea e meteorismo, tensione dolorosa dell&rsquo;addome, turbe dell&rsquo;alvo (con stipsi preminente) e, non di rado, con associati sintomi da intolleranza al lattosio come da secondario deficit di lattasi per molti versi sovrapponibile a quello che si pu&ograve; riscontrare nella celiachia o in altre patologie croniche dell&rsquo;intestino come, ad esempio, la colite ulcerosa, il Crohn, l&rsquo;enterite da etilismo cronico ed altre similari.</p>
<p>Tali manifestazioni risultano generalmente pi&ugrave; marcate in giovani pazienti donne, nelle quali il sintomo d&rsquo;esordio e l&rsquo;elemento diagnostico d&rsquo;indirizzo rimangono, generalmente, la valutazione di una reazione cutanea prodotta dal contatto con la bijoutteria.</p>
<p><br />Un contributo iniziale ma significativo alla pi&ugrave; ampia affermazione di questa complessa entit&agrave; nosologica, &egrave; stato offerto, in occasione del 24&deg; congresso nazionale della SIAIC tenutosi a Roma nel maggio 2005, da una comunicazione dedicata, in cui&nbsp; &egrave; stata sottolineata la capacit&agrave; del nichel di indurre, sia pur con dosi minime, una reazione sistemica in pazienti gi&agrave; sensibilizzati.<br /><br />Sono stati segnalati certamente il prurito e&nbsp; le lesioni eczematose diffuse tra i sintomi correlati all&rsquo;azione sistemica del nichel endogeno. In questo senso, mi pare interessante ed appropriato il riferimento ad una nostra recente osservazione clinica realizzata su un paziente maschio, di 72 anni,&nbsp; presentatosi presso l&rsquo;Unit&agrave; Operativa di Medicina Interna dell&rsquo;Ospedale di Campi Salentina per intensa sintomatologia pruriginosa diffusa, resistente a qualsiasi trattamento sintomatico e con evidenti lesioni da grattamento pi&ugrave; particolarmente accentuate alle estremit&agrave; distali degli arti ove, fra l&rsquo;altro, si rilevano - a carico della cute - secondari processi di lichenificazione.&nbsp; L&rsquo;anamnesi personale evidenzia...</p>
<p>[per informazioni sul testo completo contattare la redazione: info@imidassociation.org]</p>
<p><em><strong>South Immunology Journal, 2006, Vol. I, Num. 0, pp: 40-44 (5)<br />Copyright &copy; 2006 by South Immunology Journal - June 2006</strong></em></p></pre>]]></description>
<author>Redazione IMID</author>
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<title>ALLERGIA SISTEMICA AL NICHEL SOLFATO</title>
<link>http://www.imidassociation.org//articolo.php?id=36</link>
<description><![CDATA[<pre><p><strong>Servizio di Allergologia, Policlinico &ldquo;A. Gemelli&rdquo;, Universit&agrave; Cattolica del Sacro Cuore, Roma</strong></p>
<p>L&rsquo;allergia al nichel solfato &egrave; la pi&ugrave; comune allergia da contatto in costante aumento soprattutto nei paesi industrializzati. Il nichel &egrave; un metallo ubiquitario, contenuto in una serie di accessori ed utensili di quotidiano utilizzo (orecchini, occhiali, monete, bottoni, utensili da cucina, etc.).<br />Dagli anni &rsquo;30, con l&rsquo;incremento nell&rsquo;utilizzo di gioielli ed altri oggetti personali, che rilasciano questo metallo, l&rsquo;allergia al nichel ha interessato le giovani donne.<br />La prevalenza dell&rsquo;allergia al nichel &egrave; stimata nella popolazione generale dei paesi industrializzati intorno al 10-15% con punte fino al 20% nelle donne e al 4-7% negli uomini.<br />Un meccanismo immunologico di IV tipo &egrave; stato chiamato in causa nella genesi dell&rsquo;allergia da contatto al nichel solfato; la diagnosi di questa allergia si fonda, infatti, oltre che sulla storia clinica soprattutto sulla positivit&agrave; del patch test con solfato di nichel. <br />Negli ultimi anni sono state segnalate manifestazioni cliniche provocate dall&rsquo;allergia al nichel diverse da quelle da contatto.<br />Sono stati descritti casi nei quali l&rsquo;applicazione di protesi dentarie o ortopediche in soggetti allergici al nichel solfato (patch test positivo) ha comportato lo sviluppo in alcuni di loro di un eczema generalizzato4,5, mentre in altri di un&rsquo;orticaria generalizzata.<br />La permanenza di protesi dentarie nel cavo orale di pazienti con patch test positivo al nichel solfato pu&ograve; indurre, in alcuni...</p>
<p>[per informazioni sul testo completo contattare la redazione: info@imidassociation.org]</p>
<p><em><strong>South Immunology Journal, 2006, Vol. I, Num. 0, pp: 29-32 (4)<br />Copyright &copy; 2006 by South Immunology Journal - June 2006</strong></em></p></pre>]]></description>
<author>Redazione IMID</author>
</item>
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<title>DIETA POVERA DI NICHEL</title>
<link>http://www.imidassociation.org//articolo.php?id=33</link>
<description><![CDATA[<pre><p><strong>SS Dipartimentale di Allergologia dell&rsquo;et&agrave; evolutiva ed extrarespiratoria &ndash; ASO&nbsp; S. Luigi &ndash; Universit&agrave; degli studi - Orbassano (TO)</strong></p>
<p>Il nichel &egrave; uno dei metalli pi&ugrave; diffusi in natura&nbsp; e si trova come normale costituente in piccolissime quantit&agrave; anche nell&rsquo;organismo umano. <br />Il nichel si trova nell&rsquo;aria,&nbsp; nell&rsquo;acqua e nel suolo da cui si libera in presenza di un substrato acido. Il nichel &egrave; liberato nell&rsquo;aria dagli impianti energetici e dagli inceneritori, quindi si deposita al suolo o permane per periodi variabili (normalmente prolungati) nell&rsquo;atmosfera e poi ricade&nbsp; dopo il contatto con le gocce di pioggia.&nbsp; Il nichel pu&ograve;&nbsp; anche trovarsi&nbsp; sulla superficie dell&rsquo;acqua&nbsp; quando &egrave; parte di una corrente di scolo. La maggior parte di tutti i composti di nichel liberati nell&rsquo;ambiente&nbsp; aderiscono ai sedimenti&nbsp; o alle particelle del suolo&nbsp; con un legame molto stretto che li immobilizza. A contatto con terreni acidi il legame &egrave; meno forte&nbsp; e quindi il nichel diventa pi&ugrave; mobile e spesso fuoriesce dalle acque sotterranee.<br />Non vi sono a disposizione molte informazioni intorno agli effetti del nichel&nbsp; sugli organismi al di fuori degli umani: sappiamo che elevate concentrazioni&nbsp; del metallo nei terreni sabbiosi possono danneggiare apertamente le piante e che elevate&nbsp; concentrazioni di nichel&nbsp; nelle acque di superficie possono diminuire il ritmo di crescita delle alghe. Anche i microrganismi possono presentare&nbsp; una diminuzione della crescita&nbsp; in presenza di nichel ma in genere in breve tempo acquisiscono resistenza.<br />Gli alimenti contengono naturalmente piccole quantit&agrave;&nbsp; di nichel, mentre...</p>
<p>[per informazioni sul testo completo contattare la redazione: info@imidassociation.org]</p>
<p><em><strong>South Immunology Journal, 2006, Vol. I, Num. 0, pp: 35-39 (5)<br />Copyright &copy; 2006 by South Immunology Journal - June 2006</strong></em></p></pre>]]></description>
<author>Redazione IMID</author>
</item>
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<title>LETTERA APERTA AL DIRETTORE</title>
<link>http://www.imidassociation.org//articolo.php?id=30</link>
<description><![CDATA[<pre><p>Egregio Direttore,</p>
<p>le scrivo per pregarLa di dare finalmente voce ad un piccolo popolo di sofferenti che non chiedono altro che di poter essere considerati malati al pari di tutti gli altri, con gli stessi diritti e pari dignit&agrave;: il popolo dei malati immunopatici. Sono una di loro, ho trentasei anni e solo otto mesi fa ho scoperto, dopo vent&rsquo;anni di sofferenze e pellegrinaggi della speranza, di essere affetta da un disturbo immunitario. In vent&rsquo;anni mi hanno visitata, monitorata, ricoverata, operata, ma alla fine la diagnosi era sempre la stessa: STRESS! Non lo accettavo, combattevo, mi ribellavo e dicevo ai miei familiari: &ldquo;Aiutatemi, perch&eacute; io mi sento morire!&rdquo;. Non poteva essere solo un fatto psicologico, perch&eacute; le forze venivano meno ogni giorno di pi&ugrave;. La mia vita si sgretolava sotto i miei occhi senza che io potessi fare nulla. Numeri, statistiche, paroloni scientifici detti da boriosi professori pieni di s&eacute;, ma neanche un barlume di diagnosi. Non era neanche pi&ugrave; necessaria la mia presenza, bastavano i cinque fascicoli di analisi a cui mi avevano sottoposta per parlare di me. Inutile dirLe la mia disperazione ogni volta che arrivava il momento del fatidico: &ldquo;Signora lei non ha nulla, deve solo riprendere una vita normale e tutto si sistemer&agrave; per il meglio. Auguri!&rdquo;. Le cose quantomeno curiose nella mia storia medica erano tante, ma mai nessuno si &egrave; preoccupato di metterle in relazione. Mi spiego meglio: ogni illustre luminare, da me consultato nel tentativo di capire cosa mi stesse accadendo, si limitava a verificare lo stato di salute del distretto corporeo di sua competenza, senza naturalmente trovare nulla di rilevante tanto da giustificare il mio insostenibile malessere. Disperata ho cominciato a studiare, ad informarmi, ma pi&ugrave; approfondivo e pi&ugrave; mi rendevano per una patetica ipocondriaca e come tale mi trattavano. Quanta sofferenza a causa di quella insopportabile aria di sufficienza e superiorit&agrave; con cui mi parlavano quando capivano che non mi sarei accontentata della solita prescrizione! Sapevo, dentro di me, che c&rsquo;era un problema di fondo che originava tutti gli altri, ma non essendo io un medico non ero in grado di capire quale fosse. E&rsquo; cos&igrave; che ho cominciato a girare alla ricerca di una risposta a questo mio interrogativo&hellip; finch&eacute;, dopo una serie di ricoveri, una interminabile schiera di specialisti in tutta Italia ed una vera e propria emorragia di denaro (i risparmi di una vita di due intere famiglie, per non parlare del denaro dei contribuenti), ho scoperto di essere una malata infiammatoria cronica. Ecco svelato l&rsquo;arcano! Ecco il problema che originava tutti gli altri: una patologia sistemica cronica immunomediata. Purtroppo, per&ograve;, questo era solo il punto di partenza e non il punto di arrivo nella ricerca di una terapia che appagasse quel bisogno di salute proprio di ogni individuo. Il ritardo estremo con cui si era arrivati alla diagnosi, l&rsquo;aver ormai sviluppato patologie autoimmuni multi-organo e dulcis in fundo la scoperta di un tumore tiroideo che aveva comportato l&rsquo;asportazione di una ghiandola cruciale per gli equilibri endocrini quale la tiroide, rendevano la mia situazione instabile, grave e quanto mai complicata nella gestione di una possibile terapia. E&rsquo; qui che, dopo questo lungo preambolo, chiamo tutti a fare una riflessione su ci&ograve; che nel nostro sistema sanitario, malato se non ormai morente, non funziona. Cosa &egrave; necessario a noi poveri malati silenziosi e misconosciuti? Noi abbiamo bisogno, anzi, noi chiediamo che la nostra condizione sia presa in considerazione nella sua interezza, che il nostro corpo non venga pi&ugrave; sezionato come se l&rsquo;unico scopo fosse quello di dividersi un lauto bottino, che una medicina integrata e tesa all&rsquo;individuazione della peculiare anomalia di ciascun individuo che si trova alla base dei suoi sintomi venga anteposta alla mera soppressione degli stessi. Chiediamo che la nostra patologia non venga sottovalutata e sminuita pubblicamente dai nostri stessi rappresentanti politici e che si prenda finalmente l&rsquo;impegno di consentire alle strutture con competenze gi&agrave; acquisite e procedure di integrazione avviate di non essere soffocate da stupide logiche di potere. Chiediamo la realizzazione di strutture idonee, nelle quali poter accertare e monitorare l&rsquo;evoluzione della patologia senza doverci preoccupare di ci&ograve; che mangiamo, di ci&ograve; che inaliamo, di ci&ograve; che mette a rischio il nostro instabile equilibrio proprio in quegli ambienti in cui dovremmo essere pi&ugrave; protetti, proprio quando si diventa pi&ugrave; vulnerabili. Chiediamo strutture non solo ambulatoriali, ma anche e soprattutto ospedaliere dove trovare una adeguata assistenza medica, un necessario supporto psicologico e soprattutto una centralizzazione dell&rsquo;intervento medico, che prescinda dai nostri sintomi e guardi alla radice del nostro problema.In un contesto in cui l&rsquo;inquinamento ambientale cresce incontrollato e mina quotidianamente la salute dell&rsquo;intera collettivit&agrave;; di fronte all&rsquo;evidenza che io non rappresento un caso isolato, ma che il popolo degli immunopatici aggiunge quotidianamente nuovi membri alle sue liste; in presenza di un numero sempre crescente di casi, qualcuno dei quali recentemente saltato agli onori della cronaca, come quelli di Anna Gallo di Bari, di Maria Pino di Milazzo, di Luciana Salvini di Arezzo e non ultimo del carabiniere barese volato all&rsquo;estero per salvarsi la vita; viene spontaneo chiedersi perch&eacute; nessuno faccia nulla; perch&egrave; nessuno denunci e gridi allo scandalo per queste nuove forme di genocidio impunemente messe in atto da scellerate politiche di gestione dell&rsquo;ambiente e del territorio. Come possiamo stare a guardare, mentre la nostra vita si consuma tra stenti e sofferenza sotto gli occhi indifferenti di quello &ldquo;Stato di Diritto&rdquo; che ci dovrebbe garantire protezione ed assistenza nel momento del bisogno. Garanzie per le quali paghiamo regolarmente le nostre tasse e per le quali evidentemente si sprecano fiumi di carta e di parole ad ogni nuova campagna elettorale.Ora chiediamo i fatti.Chiediamo di vederci restituire la nostra dignit&agrave;. Chiediamo di non dover pi&ugrave; mendicare per ottenere i benefici di quel diritto alla salute che oggi ci viene cos&igrave; tragicamente negato.Chiediamo che si creino le condizioni per diagnosi tempestive, che contribuiscano alla riduzione della spesa pubblica ed al miglioramento della qualit&agrave; di vita di tutti i portatori di patologie immunitarie. L&rsquo;excursus di queste patologie &egrave; segnato e, se lasciate agire indisturbate, producono invalidanti limitazioni della libert&agrave; personale, danni sistemici e sofferenza fisica, scompensi della sfera emotiva e in taluni casi estremi, spesso divenuti tali perch&eacute; tardivamente diagnosticati, rischi per la sopravvivenza. Non possiamo, egregio Direttore, tacere e consegnare ai nostri figli (anche se io probabilmente non ne potr&ograve; mai avere) un Paese allo sfascio. Mi aiuti a difendere il nostro indiscutibile diritto alla salute. Mi aiuti, per il bene dell&rsquo;intera comunit&agrave;, ad ottenere l&rsquo;impegno a garantire e tutelare l&rsquo;applicazione di quei principi che &ldquo;La carta europea dei diritti del malato&rdquo; ha cos&igrave; egregiamente sancito: 1. Diritto a misure preventive, 2. Diritto all&rsquo;accesso, 3. Diritto all&rsquo;informazione, 4. Diritto al consenso, 5. Diritto alla libera scelta, 6. Diritto alla privacy e alla confidenzialit&agrave;, 7. Diritto al rispetto del tempo dei pazienti, 8. Diritto al rispetto di standard di qualit&agrave;, 9. Diritto alla sicurezza, 10. Diritto alla innovazione, 11. Diritto a evitare le sofferenze e il dolore inutile, 12. Diritto a un trattamento personalizzato, 13. Diritto al reclamo e 14. Diritto al risarcimento. Mi aiuti a non far spegnere i riflettori su ci&ograve; che ci riguarda tutti molto pi&ugrave; da vicino di quanto pensiamo.<br />Grazie.<br />Esther Paola Tattoli</p></pre>]]></description>
<author>Redazione IMID</author>
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<title>“L’ospedale dei “Pazienti” - Progetto per un nuovo modello ospedaliero integrato</title>
<link>http://www.imidassociation.org//articolo.php?id=29</link>
<description><![CDATA[<pre><p><span class="Stile3">Le malattie infiammatorie croniche costituiscono un problema sanitario prioritario  ed un'emergenza futura. <br /> Secondo gli ultimi rapporti divulgati dall&rsquo; Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave; (OMS), le patologie croniche sono in sensibile aumento e sono responsabili dell'86% dei decessi in tutta Europa. Nel 2015 si prevede possano causare 400 milioni di morti in tutto il mondo. <br /> L'aumento progressivo delle forme infiammatorie non pu&ograve; che portare le spese sanitarie fuori controllo e costringere le istituzioni ad operare tagli ai servizi, privando di fatto gli ammalati della possibilit&agrave; di ricevere una assistenza di qualit&agrave;, gratuita e riservata a tutti. <br /> I cittadini aderenti alle associazioni dei portatori di infiammazioni croniche, malattie immunitarie ed allergiche di Puglia, hanno individuato in Campi Salentina un crocevia naturale del Salento in cui avviare un progetto pilota di riconversione in &ldquo;Ospedale del III Millennio&rdquo; di eccezionale valenza scientifica, economica, sociale e culturale, e da riproporre in ogni AUSL della Puglia.<br /> Per tale motivo, far conoscere ai cittadini del Salento e della Puglia il progetto di rilancio dell&rsquo;ospedale di Campi, pu&ograve; costituire il principio della discussione in ambito pubblico, politico e sociale, e della conseguente approvazione del progetto stesso che prevede l&rsquo;introduzione al Sud di un metodo di cura innovativo per le pi&ugrave; diffuse malattie croniche, che flagellano una larga fascia della popolazione. <br /> L'iniziativa, finalizzata alla possibile adozione di nuovi modelli sanitari, si focalizza, dunque, intorno all'idea "dell'ospedale dei pazienti", una dizione assolutamente appropriata perch&egrave; costruita sulla necessit&agrave; che i pazienti hanno di facilitare i loro assurdi percorsi diagnostici e terapeutici. <br /> Il riferimento &egrave; agli ammalati cronici, che non sono gli ammalati anziani da ricoverare nelle geriatrie. Il riferimento &egrave; agli ammalati anche giovanissimi affetti da malattie infiammatorie croniche determinate da un cattivo funzionamento del sistema immunitario. Gli americani hanno chiamato IMID queste patologie (<em>Immune Mediated Inflammatory Disorders</em>) e in questo grossissimo contenitore hanno inserito una miriade di patologie apparententemente distanti ma in realt&agrave; vicinissime perch&egrave; accomunate da un unico denominatore comune: un difetto funzionale del sistema immunitario. <br /> &nbsp;&nbsp;Due persone su quattro di quelle che entrano in ospedale possiedono una delle innumerevoli forme di scompenso immunitario: pu&ograve; essere aterosclerosi, oppure diabete di tipo 1, oppure un lupus, oppure una colite ulcerosa o una tiroidite, un'orticaria, un'otite media, una dermatite atopica, un'artrite reumatoide, una psoriasi, un'artrite psoriasica, un'alopecia, una malattia di Crohn, una celiachia, un&rsquo;endometriosi... </span></p>
<p class="Stile3">&nbsp;&nbsp; Cosa succede adesso? che questi pazienti vengono ricoverati in pi&ugrave; ospedali o in pi&ugrave; reparti, ripetutamente, per essere curati solo nell'organo apparentemente ammalato, con farmaci sintomatici (che cio&egrave; curano SOLO I SINTOMI!) diversi a seconda del reparto in cui il paziente viene ricoverato, ma senza che nessuno blocchi effettivamente la malattia e la sua vera causa. <br /> &nbsp;&nbsp; Cosa chiedono i pazienti? che venga allestito un ospedale (uno dei tanti depotenziati dai vari piani di riordino) in cui il paziente con IMID venga sottoposto ad un unico iter diagnostico-terapeutico e gli venga finalmente avviata una terapia unica capace non di tamponare il sintomo, ma di GUARIRLO, cio&egrave; di bloccare la causa della&nbsp;sua sofferenza una volta che questa sia stata univocamente accertata e conosciuta! <br /> Questa  L'ESSENZA del problema. <br /> Si provi ad immaginare solo per un attimo quanto risparmio ci sarebbe in termini di spesa farmaceutica, di disagi, di ricoveri e di liste d'attesa se il decisore pubblico di turno si convincesse della elementare semplicit&agrave; di questi concetti. E di quanto bello sarebbe affidare la salute al tecnicismo competente di chi ogni giorno vive la sanit&agrave; non solo come serbatoio di consensi.</p>
<p class="Stile3">Per  "L'OSPEDALE DEI PAZIENTI" &egrave; in corso una <a href="http://www.southimmunology.it/index.php?q=node/71">raccolta di firme</a> che le Associazioni dei pazienti immunopatici e infiammatori cronici di Puglia insieme al Tribunale per i diritti del Malato, presenteranno al presidente della Regione il prossimo 11 marzo in occasione della <a href="http://www.southimmunology.it/index.php?q=node/70">convention sulle politiche  della cronicit&agrave;</a> in programma a Lecce<strong>. </strong></p>
<p class="Stile3">La promozione del modello &egrave; stata pure inoltrata&nbsp;al ministra Turco&nbsp;con la richiesta&nbsp;che il progetto venga accolto e finanziato, anche in ragione dei suoi positivi riscontri sia in termini di efficacia ed efficienza del modello sia in termini di farmacoeconomia che la sua attuazione in un piccolo ospedale, come quello di Campi Salentina, ha fin qui prodotto in maniera inequivocabile.</p>
<p class="Stile3">A titolo di esempio si forniscono i dati&nbsp; &ldquo;di massima&rdquo; ottenuti dall&rsquo;analisi delle prestazioni effettuate presso l&rsquo;ospedale di Campi Salentina dove si sta provando sperimentalmente a valutare gli effetti del&nbsp; passaggio dal protocollo diagnostico convenzionale all&rsquo;approccio sistemico per il trattamento di pazienti affetti da forme infiammatorie multiple riconducibili ad unico scompenso immunomediato.</p>
<p class="Stile6">2006 - Pazienti  affetti da forme infiammatorie multiple riconducibili ad unico scompenso di  carattere multisistemico.</p>
<p class="Stile3">Anno 2006 &ndash; 01 gennaio/31  ottobre <br /> Numero complessivo dei  pazienti soggetti ad ACCERTAMENTI DIAGNOSTICI AMBULATORIALI: 850</p>
<p class="Stile3"><span style="text-decoration: underline;">Media delle valutazioni diagnostiche effettuate</span>: <br /> - tireopatie infammatorie, <br /> - infiammazioni di carattere intestinale, <br /> - infiammazioni di carattere cutaneo <br /> - infiammazioni di carattere respiratorio <br /> <span style="text-decoration: underline;">Proiezione del numero delle prestazioni diagnostiche derivate  dall&rsquo;applicazione del protocollo diagnostico convenzionale</span>: 3.400</p>
<p class="Stile3"><span style="text-decoration: underline;">Numero delle prestazioni diagnostiche realmente effettuate attraverso  la valutazione multisistemica </span>:&nbsp; 850</p>
<p class="Stile3"><span style="text-decoration: underline;">Numero delle prestazioni diagnostiche  risparmiate</span>: 2550</p>
<p class="Stile7">Anno 2006 &ndash; 01 gennaio/31 ottobre <br /> Numero complessivo dei RICOVERI OSPEDALIERI per Pazienti affetti da forme infiammatorie multiple riconducibili ad unico scompenso di carattere multisistemico: 104</p>
<p class="Stile7"><span style="text-decoration: underline;">Proiezione  del numero delle prestazioni diagnostiche necessarie secondo le motodiche&nbsp; convenzionali d&rsquo;organo: </span> 416</p>
<p class="Stile7"><span style="text-decoration: underline;">Numero dei  ricoveri realmente effettuati attraverso la valutazione multisistemica</span>:&nbsp; 104 <br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br /> <span style="text-decoration: underline;">Numero dei ricoveri  risparmiati</span>: 312</p></pre>]]></description>
<author>Redazione IMID</author>
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