di E.T. il 01/12/2008, 23:54
Carissimi compagni di sventura,
purtroppo con grande rammarico, ancora una volta, mi trovo ad assistere alla violenza ed alla brutalità alla quale un sistema perverso e corrotto ci sottopone.
Alla base dei principi del nostro movimento, libero, indipendente e capace di fornire soluzioni che sopperiscano ai vuoti e alle carenze di un servizio inadeguato alle nostre specifiche esigenze, vi è l'affermazione a qualunque costo del nostro diritto di scelta del professionista più qualificato, del nostro diritto all'accesso a servizi idonei alle nostre patologie, del nostro diritto ad una terapia partecipata e consapevole, del nostro inalienabile diritto allo smettere di soffrire.
Quale tributo dobbiamo ancora pagare a questa società prima che noi si possa vedere rispettata la nostra condizione di ammalati, prima che noi si possa vedere riconosciuti i meriti di quella parte della classe medica che antepone la guarigione o per lo meno il benessere dei propri pazienti agli scopi di carattere personale o meramente professionale?
Quanto ancora dobbiamo continuare a combattere per vederci riconoscere ciò che invece ci spetterebbe di diritto: la salute?!
Noi paghiamo doppiamente il sopruso, la violenza, l'ingiuria, la diffamazione di chi ci accusa per aver desiderato e perseguito ciò che già di per sé la malattia ci ha tolto: il benessere, la libertà, la dignità.
Io so di non essere sola in questa battaglia per l'affermazione di una giustizia sociale fatta non di scartoffie e aule di tribunale (anche di questo se fosse necessario), bensì di una valanga di testimonianze che gridino al mondo lo sdegno per la modalità becera e faziosa con la quale un movimento di pazienti è stato violato nei suoi più intimi diritti e nelle sue più basilari necessità.
Io vi chiedo di allargare la protesta, di continuare a testimoniare con la vostra voce diretta quella che è la realtà che noi, malati invisibili, viviamo quotidianamente a dimostrazione del fatto che non siamo terreno di battaglia per chicchessia e che nessuno può permettersi di renderci strumento dei propri scopi ed interessi personali.
Vi chiedo di continuare a pretendere che vengano attuate le soluzioni da noi proposte in assenza di alternative migliori (preventivamente sottoposte al nostro giudizio e da noi approvate), perché noi non siamo pacchi postali che possano essere spediti da questo a quello e rimpallati da una struttura all'altra, da uno specialista all'altro nella speranza che qualcuno si degni di chiederci come ci sentiamo...
Vi chiedo di dire insieme a me basta alle passerelle di camici bianchi imbellettati e profumati e impomatati, avvolti da quell'aria di superiorità; presuntuosi, saccenti depositari delle verità del mondo, unici conoscitori presunti del nostro stato di salute, capaci solo di attribuire i nostri problemi a depressione, stress o ossessioni!!!
Vi chiedo di affermare con me che noi accettiamo di farci seguire solo da chi decide di lavorare con noi in funzione di una sempre più efficace risposta al bisogno di salute e benessere a cui tutti abbiamo diritto.
Noi pazienti dell'IMID promuoviamo la ricerca, promuoviamo l'innovazione, appoggiamo medici, politici ed istituzioni che LAVORINO in favore della pluridisciplinarietà e dell'applicazione di modelli integrati ai quali si aggiungano le nuove specialità della medicina moderna (proteomica, genomica, metabolomica).
Noi vogliamo guarire e non sentirci dire che le nostre patologie o non esistono, o non si sa da dove provengano, o che siano semplicemente frutto delle favole narrate da qualche collega farneticante...
Se taluni, infatti, si applicassero di più allo studio e all'aggiornamento delle proprie competenze e meno alla pratica del gossip e della medicina da salotto, saprebbero anche loro che la scienza ha prodotto per noi una lunga serie di soluzioni, di scoperte, di terapie che ad oggi ancora ci vengono negate.
Come si può pensare che noi si possa tacere?
Come si può immaginare che noi si possa accondiscendere a questo stato di cose?
Come si può pensare di calpestare la nostra dignità, senza che noi si reagisca, affermando la nostra sovranità di cittadini e riprendendoci ciò che ci appartiene: la soluzione ai nostri problemi!!!
Scusate lo sfogo... forse troppo lungo... forse non appropriato per un forum, ma io so che solo voi potete capirmi e volevo per una volta sentirmi anch'io compresa e vicina a quella splendida famiglia che l'IMID rappresenta e deve continuare a rappresentare per tutti noi.
Attendo ansiosa il vostro pensiero.
E.T.