Workshop a Campi Salentina
Come e perchè coltivare vegetali in terreni poveri di nichel
Mercoledì 28 aprile, alle ore 11, il Centro IMID di Campi Salentina, diretto dal prof. Mauro Minelli, d’intesa con l’Università del Salento ed in collaborazione interdisciplinare avanzata con ricercatori botanici, genetisti, geochimici e clinici del CNR e dell’Università di Palermo, promuove presso l’IMID Unit, all’interno dell’Ospedale “San Pio da Pietrelcina”, un workshop finalizzato ad intraprendere misure operative del tutto innovative nell’ambito del contrasto alle malattie immunomediate connesse all’azione critica dei metalli. L’idea, già peraltro attuata dai ricercatori palermitani, che hanno di recente costituito uno spin-off dedicato, è quella di coltivare ortaggi, legumi e vegetali in terreni biologicamente impoveriti di nichel. La quantità di metallo assorbita dai vegetali risulterebbe, così, decisamente ridotta e, dunque, tale da non risultare più nociva ai soggetti sensibili. Si tratta, in tutto e per tutto, di un procedimento che può davvero garantire una svolta per tutti i pazienti che soffrono di allergia al nichel, uno degli elementi più diffusi in natura. Lo troviamo, infatti, nell’acqua e nel terreno, dove si libera in presenza di un substrato acido, mentre nell’aria è emesso da impianti industriali, energetici o da inceneritori. In ambiente urbano, esso proviene prevalentemente dagli impianti di riscaldamento e dal traffico automobilistico. Proprio in ragione della sua estrema diffusione nell’ambiente, il nichel è contenuto in moltissimi alimenti, quali cioccolata, frutta in guscio, alimenti in scatola, bevande in barattolo, ma anche patate, pomodori, legumi, carciofi ed ortaggi di vario genere, spinaci, liquirizia, ecc. Di conseguenza è piuttosto difficile poter impostare e far seguire ai pazienti sensibili un regime dietetico davvero povero di questo metallo. Da tutto questo, si può facilmente dedurre la portata importantissima di questo nuovo metodo in via di sperimentazione. In Puglia e nel Salento, considerando i dati scaturiti da una preliminare valutazione epidemiologica l’incidenza delle malattie nelle quali sia possibile identificare una accertata sensibilizzazione allergica a metalli risulta statisticamente più significativa nell’area a Nord del capoluogo e lungo il versante ionico, verosimilmente in ragione di peculiari caratteristiche meteo-climatiche, ma forse, soprattutto, di una più diretta esposizione all’azione di fonti emissive più critiche. Gli alimenti che in quei substrati si sviluppano potrebbero, dunque, risultare più carichi di metallo rispetto a quelli coltivati e prodotti in terreni più salubri, perché meno esposti all’azione diretta di fonti inquinanti.
Per ulteriori approfondimenti visita anche: http://www.maurominelli.it/
parole chiave: nichel, mauro, minelli, allergia, intolleranze


