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"L'esposizione a fattori di rischio produce effetti tossici acuti e cronici"

Il dottor Mauro Minelli spiega i danni provocati alla salute dall

Prepariamoci insomma ad un'altra bella annata di attacchi asmatici e pruriti, nel migliore dei casi. Perchè l'aria che respiriamo è inquinata, non da ora, a dispetto di quanti teorizzano un Salento arcadico che non esiste più già da un bel po'. L'Ilva, Cerano, chi più ne ha più ne metta, ma anche e soprattutto l'amletismo di Palazzo Carafa in materia di traffico e viabilità. E non perchè l'assessore al ramo Giuseppe Ripa viva in periferia, in un'oasi di pax automobilistica totalmente riparata dai miasmi con cui è costretto a fare i conti di questi tempi (e non solo di questi) chi vive in città:colpa della crisi, che impone - gli economisti altro non dicono - acquirenti che entrano nei negozi direttamente con la macchina, insomma un bel drive-in generale. Agli abitanti delle zone "calde" dello shopping e della movida, insomma, non resta che pregare: pregare che la crisi economica non diventi respiratoria.
Visti i noti effetti del benzene sulle vie respiratorie, dottor Mauro Minelli. E non solo quelle, dicono le statistiche.
<<Be', il benzene ha intanto due tipi di effetti. Ci sono quelli tossici acuti, provocati da esposizione a breve a livelli elevati di benzene, e quelli cronici, associati a periodi di esposizione a dosi più basse di inquinamento, ma di maggiore durata. Tipo il traffico, appunto>>.
I sintomi?
<<Gli organi-bersaglio di questo tipo di esposizione è il sistema nervoso centrale, dunque cefalea, nausea, vertigini. Sono però noti anche gli effetti cancerogeni sul sistema emopoietico, ovvero sul sangue. Non a caso la Iarc classifica il benzene come sostanza cancerogena di classe prima, in grado di produrre varie forme di leucemia>>.
Ammettiamo allora che io accusi cefalea, nausea e vertigini: posso capire, facendo analisi, se è colpa del benzene?
<<Purtroppo no, ci sono solo sintomi che aumentano di intensità e frequenza. Anche perchè il benzene riguarda anche il fumo da tabacco: in casa di fumatori la concentrazione aumenta del 35-35 per cento>>.
Ecco un bell'alibi nuovo: il benzene per strada dipenderà dal fatto che tutta la città si è messa a fumare. Di qui anche l'aumento di allergie e dintorni.
<<Be', le malattie allergiche sono in costante aumento nei Paesi occidentali, insieme a problemi respiratori e tumori, e questo deriva inconfutabilmente dalla crescente urbanizzazione. Perchè, nonostante l'essenzialità dell'aspetto genetico, l'aumento che si è verificato nelle ultime decadi non può essere imputabile solo a fattori costituzionali, perlomeno non in tempi così brevi. Rimane quindi plausibile che a questa diffusione concorrano i cambiamenti ambientali, gli stili di vita occidentali, l'inquinamento atmosferico: si sa che ad esempio i pollini, in città, si fanno veicolare dai gas di scarico e sono dunque assai più fastidiosi, paradossalmente, che in campagna>>.
Tutta colpa del benzene, insomma.
<<Del benzene, ma anche di altri inquinanti: il particolato respirabile degli scarichi dei motori diesel, che entrano nei bronchioli più piccoli dell'albero respiratorio, l'ossido di carbonio, che si combina con l'emoglobina nei polmoni e compromette il trasporto dell'ossigeno, e il biossido di azoto, che prodotto dalla combustione dei combustibili fossili e responsabile, soprattutto nei ragazzi, di tosse, bronchiti e congiuntiviti. Infine l'anidride solforosa, prodotta dai combustibili fossili e causa di broncospasmi quando è concentrata, tipo nelle vicinanze di siti industriali>>.
Tipo Cerano.
<<Che infatti va a carbone>>.
Concludendo, dottor Minelli: l'aria che respiriamo è avvelenata per colpa di Cerano o del traffico?
<<Di entrambi. Ma in prima battuta dei gas di scarico delle auto>>.

pubblicato da: Redazione IMID

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