“L’ospedale dei “Pazienti” - Progetto per un nuovo modello ospedaliero integrato
Per una sanità a misura del cittadino
Le malattie infiammatorie croniche costituiscono un problema sanitario prioritario ed un'emergenza futura.
Secondo gli ultimi rapporti divulgati dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le patologie croniche sono in sensibile aumento e sono responsabili dell'86% dei decessi in tutta Europa. Nel 2015 si prevede possano causare 400 milioni di morti in tutto il mondo.
L'aumento progressivo delle forme infiammatorie non può che portare le spese sanitarie fuori controllo e costringere le istituzioni ad operare tagli ai servizi, privando di fatto gli ammalati della possibilità di ricevere una assistenza di qualità, gratuita e riservata a tutti.
I cittadini aderenti alle associazioni dei portatori di infiammazioni croniche, malattie immunitarie ed allergiche di Puglia, hanno individuato in Campi Salentina un crocevia naturale del Salento in cui avviare un progetto pilota di riconversione in “Ospedale del III Millennio” di eccezionale valenza scientifica, economica, sociale e culturale, e da riproporre in ogni AUSL della Puglia.
Per tale motivo, far conoscere ai cittadini del Salento e della Puglia il progetto di rilancio dell’ospedale di Campi, può costituire il principio della discussione in ambito pubblico, politico e sociale, e della conseguente approvazione del progetto stesso che prevede l’introduzione al Sud di un metodo di cura innovativo per le più diffuse malattie croniche, che flagellano una larga fascia della popolazione.
L'iniziativa, finalizzata alla possibile adozione di nuovi modelli sanitari, si focalizza, dunque, intorno all'idea "dell'ospedale dei pazienti", una dizione assolutamente appropriata perchè costruita sulla necessità che i pazienti hanno di facilitare i loro assurdi percorsi diagnostici e terapeutici.
Il riferimento è agli ammalati cronici, che non sono gli ammalati anziani da ricoverare nelle geriatrie. Il riferimento è agli ammalati anche giovanissimi affetti da malattie infiammatorie croniche determinate da un cattivo funzionamento del sistema immunitario. Gli americani hanno chiamato IMID queste patologie (Immune Mediated Inflammatory Disorders) e in questo grossissimo contenitore hanno inserito una miriade di patologie apparententemente distanti ma in realtà vicinissime perchè accomunate da un unico denominatore comune: un difetto funzionale del sistema immunitario.
Due persone su quattro di quelle che entrano in ospedale possiedono una delle innumerevoli forme di scompenso immunitario: può essere aterosclerosi, oppure diabete di tipo 1, oppure un lupus, oppure una colite ulcerosa o una tiroidite, un'orticaria, un'otite media, una dermatite atopica, un'artrite reumatoide, una psoriasi, un'artrite psoriasica, un'alopecia, una malattia di Crohn, una celiachia, un’endometriosi...
Cosa succede adesso? che questi pazienti vengono ricoverati in più ospedali o in più reparti, ripetutamente, per essere curati solo nell'organo apparentemente ammalato, con farmaci sintomatici (che cioè curano SOLO I SINTOMI!) diversi a seconda del reparto in cui il paziente viene ricoverato, ma senza che nessuno blocchi effettivamente la malattia e la sua vera causa.
Cosa chiedono i pazienti? che venga allestito un ospedale (uno dei tanti depotenziati dai vari piani di riordino) in cui il paziente con IMID venga sottoposto ad un unico iter diagnostico-terapeutico e gli venga finalmente avviata una terapia unica capace non di tamponare il sintomo, ma di GUARIRLO, cioè di bloccare la causa della sua sofferenza una volta che questa sia stata univocamente accertata e conosciuta!
Questa L'ESSENZA del problema.
Si provi ad immaginare solo per un attimo quanto risparmio ci sarebbe in termini di spesa farmaceutica, di disagi, di ricoveri e di liste d'attesa se il decisore pubblico di turno si convincesse della elementare semplicità di questi concetti. E di quanto bello sarebbe affidare la salute al tecnicismo competente di chi ogni giorno vive la sanità non solo come serbatoio di consensi.
Per "L'OSPEDALE DEI PAZIENTI" è in corso una raccolta di firme che le Associazioni dei pazienti immunopatici e infiammatori cronici di Puglia insieme al Tribunale per i diritti del Malato, presenteranno al presidente della Regione il prossimo 11 marzo in occasione della convention sulle politiche della cronicità in programma a Lecce.
La promozione del modello è stata pure inoltrata al ministra Turco con la richiesta che il progetto venga accolto e finanziato, anche in ragione dei suoi positivi riscontri sia in termini di efficacia ed efficienza del modello sia in termini di farmacoeconomia che la sua attuazione in un piccolo ospedale, come quello di Campi Salentina, ha fin qui prodotto in maniera inequivocabile.
A titolo di esempio si forniscono i dati “di massima” ottenuti dall’analisi delle prestazioni effettuate presso l’ospedale di Campi Salentina dove si sta provando sperimentalmente a valutare gli effetti del passaggio dal protocollo diagnostico convenzionale all’approccio sistemico per il trattamento di pazienti affetti da forme infiammatorie multiple riconducibili ad unico scompenso immunomediato.
2006 - Pazienti affetti da forme infiammatorie multiple riconducibili ad unico scompenso di carattere multisistemico.
Anno 2006 – 01 gennaio/31 ottobre
Numero complessivo dei pazienti soggetti ad ACCERTAMENTI DIAGNOSTICI AMBULATORIALI: 850
Media delle valutazioni diagnostiche effettuate:
- tireopatie infammatorie,
- infiammazioni di carattere intestinale,
- infiammazioni di carattere cutaneo
- infiammazioni di carattere respiratorio
Proiezione del numero delle prestazioni diagnostiche derivate dall’applicazione del protocollo diagnostico convenzionale: 3.400
Numero delle prestazioni diagnostiche realmente effettuate attraverso la valutazione multisistemica : 850
Numero delle prestazioni diagnostiche risparmiate: 2550
Anno 2006 – 01 gennaio/31 ottobre
Numero complessivo dei RICOVERI OSPEDALIERI per Pazienti affetti da forme infiammatorie multiple riconducibili ad unico scompenso di carattere multisistemico: 104
Proiezione del numero delle prestazioni diagnostiche necessarie secondo le motodiche convenzionali d’organo: 416
Numero dei ricoveri realmente effettuati attraverso la valutazione multisistemica: 104
Numero dei ricoveri risparmiati: 312
Per ulteriori approfondimenti visita anche: http://www.southimmunology.it/index.php?q=node/69
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